Frattini: piano in otto punti per i Balcani

Al vertice Usa-Ue il ministro degli esteri presenta la road map con
scadenze molto precise per accelerare un processo di integrazione
che, secondo l'Italia, si muove troppo lentamente e che ha
l'ambizione di diventare una linea d'azione europea con il consenso
degli Stati Uniti

 Praga - Un piano italiano in otto punti per accelerare l'integrazione euro-atlantica dei Balcani occidentali é stato presentato oggi al vertice Ue-Usa di Praga dal ministro degli Esteri Franco Frattini. Si tratta di una sorta di road map con scadenze molto precise per accelerare un processo di integrazione che, secondo l'Italia, sta muovendosi troppo lentamente e che ha l'ambizione di diventare una linea d'azione europea con il consenso degli Stati Uniti.

Il primo punto del piano italiano prevede un regime di liberalizzazione dei rischi che entri in vigore il prima possibile. L'Italia auspica che ci sia un rapporto della Commissione Europea entro la fine di maggio e che questo regime di liberalizzazione dei visti sia realizzato entro la fine del 2009 o agli inizi del 2010. La priorità è per la Serbia e Fyron, cioé la Repubblica di Macedonia.

Il secondo punto chiede che la Commissione Europea inizi a preparare entro la fine di maggio il suo rapporto tecnico sull'adesione del Montenegro alla Ue. Il terzo punto sottolinea come ci sia la necessità di finalizzare la domanda di adesione della Croazia alla Ue entro il 2010. Quindi si tratta di un sostegno alla road map alla Commissione Europea.

Il piano prevede, al quarto punto, che siano rafforzati i poteri dell'Alto rappresentante della Ue per la Bosnia (l'ambasciatore austriaco Valentin Inzko), consolidandone i poteri e dandogli il doppio cappello Commissione-Consiglio. Anche tutto ciò entro giugno 2009. Nel quinto punto si chiede di sbloccare l'entrata in vigore del Trattato di Associazione e stabilizzazione con la Serbia (Asa) entro giugno. Naturalmente chiedendo la piena collaborazione di Belgrado con il tribunale dell'Aja. Il sesto punto prevede una iniziativa diplomatica forte per sbloccare il contenzioso sul nome della Macedonia per avviare quanto prima negoziati con il nuovo governo di Skopje. Il settimo punto riguarda il Kosovo e viene ribadito il principio della solidarietà evitando il pericolo di uscite unilaterali. Infine l'Italia chiede, nell'ottavo punto, un Vertice Ue-Balcani entro la prima metà del 2010.