Frattini protesta: «La Ue ignora la lingua italiana»

Bruxelles. «Amarezza» e «profonda insoddisfazione» del vicepresidente Ue Franco Frattini, «sorpresa e disappunto» qualche ora dopo dell’ambasciatore Rocco Cangelosi, rappresentante permanente d’Italia presso l’Ue. Il copione è sempre lo stesso, l’Italia protesta perché a Bruxelles la sua lingua e la sua cultura vengono ignorate o bistrattate, una volta perché non ci sono gli interpreti, un’altra perché il sito web della presidenza di turno non prevede l’italiano, un’altra perché si convocano decine e decine di rappresentanti della cultura europea per un convegno e non c’è nemmeno un italiano. Stavolta, però, la «svista» appare quanto meno paradossale, se si pensa che ieri la protesta di Frattini si riferiva a un sito internet celebrativo dei 50 anni del Trattato di Roma: vi si trova di tutto in inglese e francese, in tedesco e in spagnolo. Niente nella lingua «del paese che ha ospitato» i negoziati di quel trattato fondatore, come sottolinea Frattini, parlando di una Commissione che non deve «ignorare aspetti del proprio passato e del presente decisivi nell’alimentare la memoria collettiva». Frattini ha chiesto «che si ponga rimedio con urgenza a questa grave dimenticanza», Cangelosi ha espresso la sua «ferma protesta» attraverso il capo di gabinetto del commissario competente per le Relazioni esterne, Benita Ferrero-Waldner. Perché proprio nella Direzione generale che fa capo alla commissaria austriaca ha avuto origine il sito della discordia, e questo punto è la base delle arringhe difensive dei portavoce della Commissione: «Vi garantiamo che i 450 milioni di cittadini Ue potranno navigare nel sito Ue che celebra i 50 anni del Trattato di Roma in 19 lingue».