Frattini sblocca il risiko dei nomi

Mentre a livello nazionale la settimana appena trascorsa è stata segnata dalla fragorosa nascita del Popolo della Libertà, in chiave capitolina la prossima potrebbe caratterizzarsi per l’avvio ufficiale di un intrigante risiko interno al centrodestra, tra componenti fino a venerdì solo «alleate» (Alleanza nazionale e Forza Italia in particolare) e ora confluite nella lista unica da contrapporre al Pd di Walter Veltroni alle Politiche del 13 aprile. Un risiko che dovrebbe concludersi con la scelta dei candidati per le Comunali e per le Provinciali specie se - come pare ormai probabile nonostante il parere negativo dell'opposizione - il governo Prodi dovesse varare l’election day con il relativo accorpamento di Politiche e Amministrative.
Perché se è indubbio che il Pdl provocherà un grande rimescolamento di carte anche sul piano locale - basti pensare alla composizione delle liste uniche da presentare nei municipi, in Comune e in Provincia - la logica delle candidature non potrà non tener conto dei vecchi equilibri della ex Cdl. È ancora aperta, ad esempio, la partita per il Campidoglio, che solo quarantotto ore fa sembrava essersi chiusa con l’incoronazione dell’attuale vicepresidente della Commissione europea Franco Frattini nel ruolo di sfidante di Francesco Rutelli, ormai destinato a raccogliere il testimone di Walter Veltroni come candidato primo cittadino del centrosinistra.
Un nome, quello dell’esponente azzurro, sul quale praticamente tutto il centrodestra (con An in testa) aveva espresso pieno consenso. E con l’ex ministro degli Esteri ufficialmente in corsa per il Campidoglio, con ogni probabilità sarebbe poi il partito di Gianfranco Fini a esprimere il candidato per Palazzo Valentini (per cui è già pienamente in corsa l'esponente de «La Destra», Teodoro Buontempo), magari puntando su una donna (Giorgia Meloni?). Uno scenario che tuttavia potrebbe ancora mutare. Specie dopo la frenata di venerdì pomeriggio su una sua eventuale discesa in campo per il Campidoglio, da parte dello stesso commissario europeo.
Sempre in casa An, le Politiche del 13 aprile produrranno effetti significativi anche per quanto riguarda la gestione del partito capitolino. Con il «federale» Gianni Alemanno sempre più proiettato verso il governo infatti, sembra destinato a crescere il ruolo sul territorio dei «capitani coraggiosi» guidati dal senatore Andrea Augello, leader della minoranza uscita dal Congresso romano del marzo scorso. Non certo una volontà di disimpegno ma un passo indietro quasi obbligato quello di Alemanno, che si tradurrà in una svolta maturata collegialmente e concertata dagli stessi protagonisti.
Una nuova fase che comincerà a prendere corpo a partire dal prossimo 22 febbraio, quando al teatro Capranica ci sarà la presentazione romana dell’associazione augelliana «Nuovo Progetto Popolare». Un appuntamento al quale seguirà un calendario di incontri tra lo stesso Augello e i rappresentanti delle imprese locali (con la presenza di Fini), del mondo dell'associazionismo e delle periferie. Forse le prime tappe di un percorso che potrebbe concludersi nel 2010, con la candidatura dell’ex assessore al Bilancio della Giunta Storace alla presidenza della Regione. Un’ipotesi, quest’ultima, sempre più accreditata all’interno del nuovo «Popolo della Libertà».