Frattini: "Serbia più vicina alla Ue"

La soddisfazione di Ban ki-Moon: "Momento storico". La Casa Bianca: "omaggio" alle vittime. Reazione positive dai governi europei

New York - Il segretario generale delle Nazioni Unite, Ban ki-Moon ha salutato con soddisfazione come "un momento storico per le vittime", l'arresto avvenuto ieri sera in Serbia dell'ex leader dei serbo-bosniaci Radovan Karadzic, accusato di genocidio. "E' un momento storico per le vittime che aspettavano da 13 anni che Karadzic venisse assicurato alla giustizia", ha detto.

Frattini: "Ora la Serbia in Europa" L’Italia "farà la sua parte" per "lavorare subito alla ratifica" dell’accordo di stabilizzazione e associazione (Asa) tra Ue e Serbia: lo ha detto il ministro degli Esteri Franco Frattini arrivando alla riunione del consiglio esteri Ue. "Il passo successivo - ha detto Frattini - credo sia di considerare una Serbia che presenta poi domanda di adesione alla Ue" ha aggiunto Frattini. L’arresto di Karadzic "è un grande risultato che dimostra, in primo luogo, come il processo di avvicinamento della Serbia deve continuare a grandi passi". "L’intera comunità internazionale - ha aggiunto Frattini - può tirare un sospiro di sollievo". La Ue ha firmato il 29 aprile scorso con la Serbia l’accordo di associazione e stabilizzazione (Asa) che rappresenta l’anticamera della piena adesione, lasciandolo però congelato (non ratificato) in attesa di sviluppi positivi sul fronte della piena cooperazione con il tribunale penale internazionale dell’Aja, vale a dire dell’arresto dei tre grandi imputati per i crimini commessi nella ex Jugoslavia ancora latitanti. Il ministro ha rilevato che ora si tratta di lavorare per arrivare anche all’arresto di Ratko Mladic.

La Ue elogia la Serbia Il presidente della Commissione Europea, José Manuel Barroso, e il responsabile comunitario per la politica estera Javier Solana hanno espresso compiacimento per l'arresto dell'ex presidente serbo-bosniaco Radovan Karadzic e si sono complimentati con la Serbia per averlo catturato. "E' uno sviluppo molto positivo - ha detto Barroso - che contribuirà a riportare riconciliazione e giustizia nei Balcani e che dimostra quanto le autorità serbe siano decise a collaborare con il Triubunale dell'Onu per la ex Jugoslavia". "E' un'ottima notizia - ha detto dal canto suo Javier Solana - Ora il posto di Karadzic è davanti al Tribunale dell'Aja per esservi sottoposto a un giusto processo e rispondere dei crimini di cui è accusato". "Questo dimostra che il nuovo governo serbo è veramente deciso a collaborare con le organizzazioni internazionali".

Sarkozy soddisfatto Il presidente francese Nicolas Sarkozy ha appreso con viva soddisfazione dell'arresto. "Questo arresto, lungamente atteso, manifesta chiaramente la volontà del nuovo governo di Belgrado di avvicinare la Serbia all'Unione Europea, contribuendo alla pace e alla stabilità nei Balcani", precisa il comunicato della presidenza della repubblica francese. Di "grande notizia" parla Richard Holbrooke, ex assistente segretario di stato per l'Europa che negoziò nel 1995 gli accordi di Dayton che posero fine alla guerra in Bosnia. Per Holbrooke Karadzic è "l'uomo più ricercato d'Europa, il Bin Laden d'Europa, il primo architetto intellettuale della pulizia etnica". L'arresto di Karadzic "che nella mia mente evoca pensieri peggiori dell'ex presidente jugoslavo Milosevic", è, ha aggiunto Holbrooke, "un evento storico". Secondo il ministro degli esteri svedese Carl Bildt, che è stato mediatore per la Ue nei Balcani, "é altamente significativo che il nuovo governo di Belgrado stia dimostrando la sua appartenenza europea". Bildt spera che il tribunale internazionale dell'Aja possa "rapidamente essere in grado di aprire il processo che avrebbe dovuto tenersi più di dieci anni fa".

La Casa Bianca: "omaggio" alle vittime Pe il governo Usa la cattura dell'ex presidente serbo-bosniaco Karadzic, sottolienando che questo arresto rappresenta il più grande "omaggio" nei confronti delle vittime delle atrocità perpetrate nel Paese. "Ci felicitiamo con il governo della Serbia e ringraziamo coloro che hanno condotto questa operazione per la loro professionalità e il loro coraggio", è detto in un comunicato diffuso dalla Casa Bianca. "Il momento dell'arresto a pochi giorni soltanto dalla commemorazione di più di 7.000 bosniaci a Srebrenica - aggiunge la nota - è particolarmente appropriato e non ci poteva essere un omaggio più bello nei confronti delle vittime delle atrocità di una guerra che portare i loro autori davanti alla giustizia".