Frattini svela i giochi del governo: «Equiparano extracomunitari e italiani»

Il vicepresidente della Commissione europea boccia senza appello la legge Amato-Ferrero sull’immigrazione

da Milano

La verità è che «vogliono equiparare extracomunitari e comunitari», in barba alle indicazioni dell’Unione europea. Il dramma è quel che ne consegue: una legge, la Amato-Ferrero sull’immigrazione, «equivoca», minata da «assoluta genericità», troppa «discrezionalità», scarsa attenzione alle indicazioni comunitarie, e persino a rischio di «aumentare la corruzione». Franco Frattini, vicepresidente e commissario della Commissione europea, è durissimo nel bocciare la riscrittura della Bossi-Fini da parte del governo Prodi.
In verità nelle intenzioni del governo c’è un’apertura ai flussi legali come antidoto ai clandestini.
«Basta un esempio: l’autosponsorizzazione. La mia domanda è molto semplice. Lo Stato italiano è nelle condizioni di controllare che non sfoci in abusi? Quali garanzie offre agli altri Paesi Schengen in termini di sicurezza e controllo degli irregolari?».
È contrario anche all’introduzione di sponsor “istituzionali”, che garantiscano economicamente per lo straniero?
«Sono limitatamente favorevole, ma è necessario definire con chiarezza l’ambito delle quote e il numero. La legge Amato-Ferrero amplia la categoria degli sponsor ai titolari di un permesso di soggiorno di lungo periodo, cioè dopo 5 anni di permanenza nel nostro Paese. Mi sembra audace: visto che la figura dello sponsor in passato ha creato molte difficoltà e abusi, sarebbe stato consigliabile ridurre, non ampliare, le categorie abilitate».
Le liste di collocamento all’estero dovrebbero “favorire l’incontro tra domanda e offerta di lavoro di cittadini stranieri”.
«Affidare la responsabilità della gestione delle liste anche a un gruppo di funzionari dei Paesi di origine potrebbe aumentare il tasso di corruzione. È facile immaginare il meccanismo di “selezione” degli aspiranti immigrati. È comunque un’affermazione vaga che non distingue fra Paese e Paese: la Mauritania o la Nigeria valgono il Messico o il Giappone?. Quale serio affidamento si può riporre, senza distinguere? Meglio non prevedere la competenza di autorità straniere: non c’era nella Bossi-Fini, perché introdurla?».
Non starà facendo la difesa d’ufficio di una legge del governo Berlusconi?
«Guardi, il problema è che questa legge non si limita ad alcune modifiche del Testo Unico sull’immigrazione, ma lo cambia in modo rilevante a favore dei diritti degli stranieri. Nel testo vi sono parti in cui si evince il desiderio di equiparare il regime di ingresso, soggiorno, lavoro degli extracomunitari a quello dei comunitari. Se è così, il legislatore italiano deve dirlo con chiarezza. Ma se è così, questo orientamento non dovrebbe essere oggetto di un coordinamento comunitario, proprio in virtù del principio della preferenza comunitaria? Non dimentichiamo che nei Trattati ci siamo impegnati a dare una preferenza ai cittadini degli Stati membri».
La legge però fa diversi richiami all’Unione europea.
«In realtà non si parla mai dei decreti legislativi relativi alle direttive comunitarie: vi è un generico e poco comprensibile rinvio alla “normativa dell’Unione europea” che in un’altra parte del testo diventa “normativa europea” e poi “normativa comunitaria”»
Tutti, immigrati e datori di lavoro, lamentano l’eccessiva burocrazia per il rilascio dei permessi di soggiorno.
«Dopo aver affidato l’esclusiva alle Poste, senza gara di appalto, adesso vogliono passare l’intera gestione ai Comuni. Il personale è stato formato? Quali strutture ad hoc verranno predisposte? E le risorse ci sono? Non mi sembra questa la strada maestra per ridurre il carico burocratico. Oggi mancano persino i mezzi per distribuire le carte di identità elettroniche ai cittadini italiani... Sarebbe interessante sapere come sono state superate le obiezioni del ministero degli Affari esteri che vedrà assai gravate le rappresentanze italiane di oneri economici sulla gestione delle liste di aspiranti lavoratori.
Il Prefetto potrà rilasciare permessi di soggiorno per motivi umanitari e se lo straniero dimostra “spirito di appartenenza”.
«Anche qui il livello di discrezionalità è elevatissimo. Come si dimostra lo spirito di appartenenza: andando a mangiare a casa di italiani? Fidanzandosi con italiani? Sembra una regolarizzazione à la carte. E la competenza del Prefetto è un’anomalia. È l’unico caso che conosco di rilascio del permesso di soggiorno da parte di autorità diversa dal Questore, che viene sentito».
Fra gli obiettivi della legge c’è il superamento dei Centri di permanenza temporanea.
«La commissione de Mistura, che ha visitato i centri di Lampedusa e Crotone, si è chiesta come mai le pratiche di rimpatrio di un clandestino condannato per un reato non inizino in carcere, ma solo nei centri di accoglienza. Un rilievo che condivido pienamente. Non si capisce perché il Governo non ne abbia fatto tesoro».