Frena la crescita e ora il petrolio si può «sgonfiare»

Il rallentamento dell’economia globale potrebbe incidere pesantemente sulla domanda di petrolio. Lo sottolineano gli analisti alla luce delle deboli performance economiche di Stati Uniti, Europa e Asia. «Con dati così negativi in queste aree trainanti si presume che ci sarà un rischioso declino nella domanda di greggio nel mondo», ha osservato Burt Doom, responsabile delle analisi sul comparto energia della Dinghmann & Co. La «settimana della recessione», come è stata ribattezzata dagli analisti, è cominciata con i dati sul Giappone, dove il Pil è risultato negativo nel secondo trimestre. Anche nel Vecchio Continente Eurostat ha segnalato una contrazione del Pil dello 0,2% nel secondo trimestre. I prezzi del greggio sono crollati ieri, con il barile Usa che ha toccato il minimo di 111,34 dollari, livello che non si vedeva dallo scorso aprile. «Il petrolio continuerà a muoversi verso il basso nel breve periodo, probabilmente sui 105 o anche sui 100 dollari - ha affermato in una nota Tom Orr, di Weeden & Co».