Frena la crescita nei Paesi Ocse E l’Italia è ai minimi da dieci anni

Il nostro Paese ha perso l’1% Resiste il superindice dell’eurozona

da Milano

L’economia dei Paesi industrializzati rallenta ad agosto, ma è l’Italia che registra la frenata più forte. Il superindice dell’Ocse sulle prospettive di crescita ha segnato un calo di 0,6 punti. In Italia la frenata è stata di 1 punto pieno, pari a un rallentamento sui sei mesi del 4,5%, il più deciso dei Paesi Ocse: è il valore più basso da oltre dieci anni, secondo gli analisti. Ma tutti i Paesi del G7 sono in decisa flessione, con il superindice sceso dello 0,8% a 105,5 punti. Dopo l’Italia, è la Germania ad aver registrato il calo più forte, con 0,9 punti. Seguono il Giappone con meno 0,8%; Usa e Francia con meno 0,7%, il Regno Unito con meno 0,6% e il Canada con un calo dello 0,2% a 99,6 punti.
La zona euro ha limitato la flessione allo 0,5%, scendendo a 107,3 punti. Le previsioni per l’anno in corso, secondo l’ultimo rapporto trimestrale sull’eurozona diffuso nei giorni scorsi, vedono il pil al 2,5% nel 2007 e attorno al 2,2% l’anno prossimo: cifre che sottintendono, secondo la commissione europea, la capacità di fronteggiare il deterioramento dell’economia americana e il rischio di contagio della crisi «subprime».
Meno ottimista il presidente della Bce Jean-Claude Trichet, che vede incertezze e rischi nel futuro di Eurolandia e preferisce prendere tempo per valutare la situazione, come ha sottolineato nel suo intervento di giovedì scorso, dopo la decisione (ampiamente attesa) di lasciare i tassi invariati al 4 per cento. Lo scenario di medio termine resta «favorevole» - ha detto Trichet - ma «questa valutazione è circondata da maggiore incertezza». Occorre «particolare cautela» nel valutare quale sarà l’impatto su Eurolandia della crisi dei mutui, che (vedi Deutsche Bank e Ubs) comincia a farsi sentire anche sui bilanci delle banche del continente.
Ed è in calo, secondo l’Ocse, anche la variazione su sei mesi, considerata meno volatile del superindice. Nella zona Ocse è scesa allo 0,7% dal 2% di luglio, nel G7 da 1,8% allo 0,2% e per l’Italia, la cui tendenza al ribasso è iniziata nel luglio 2006, è calata a meno 4,5% da meno 2,8% del mese precedente. Nella zona euro è passata da più 0,5% di luglio a meno 0,6% ad agosto.
Il superindice segnala invece una progressione per le grandi economie che non sono membri dell’Ocse: per la Cina più 3,5% a 265,5 punti, per il Brasile più 0,6% a 178,9 punti e per la Russia più 0,3% a 139,3 punti. In calo invece l’India: meno 0,5% a 155,3 punti (a luglio).