Frena la sicurezza in auto: «scatole rosa» ancora chiuse

Le «scatole rosa» spente, e ancora chiuse. Il progetto era stato presentato a novembre con grande clamore: dichiarazioni e luci di flash. Ma ancora non è stato messo concretamente in pista, per intoppi burocratici. E ora che gli episodi di violenza sulle donne assumono un ritmo quotidiano, molti si chiedono che fine abbia fatto quella che poteva essere un’arma in più contro gli stupri. La scatola rosa è stata «inventata» del ministro delle Pari opportunità, Mara Carfagna. Uno strumento di difesa personale concepito soprattutto per le lavoratrici costrette a rientrare a casa in orari pericolosi, per esempio le tassiste. La scatola rosa è un dispositivo satellitare da installare nelle auto. Collegato 24 ore al giorno al soccorso stradale e alle centrali operative delle forze dell’ordine è in grado - in caso di incidente o di pericolo - di far scattare la richiesta di aiuto.
Milano è una città apripista del progetto. Le mille scatole sono già state consegnate a Palazzo Marino dall’Ania, fondazione per la Sicurezza stradale. Eppure sono ancora lì: si aspetta il provvedimento che dovrà stabilire i criteri per l’assegnazione alle donne che ne faranno richiesta. L’assessorato le ha ricevute materialmente da tempo. Alcuni ritardi sono dipesi dalla necessità di concertare i criteri di assegnazione. L’assessore Mariolina Moioli ora ha sollecitato gli uffici a portare a termine l’iter, e fra pochi giorni ci saranno novità: «Ci siamo presi qualche giorno in più per avere anche il contributo di idee delle associazioni che si occupano di donne - conferma l’assessore - anche perché vorrei coinvolgere in interventi mirati, per esempio per donne vittime di stalking. Ma la determina è pronta per essere firmata. Milano resta la prima città a partire. Vediamo quante richieste arriveranno, la nostra intenzione è assegnarle a donne che lavorano dalle 20 alle 7 del mattino».
Sono sul punto di partire, inoltre, dei corsi destinati alle forze dell’ordine: 350 agenti fra polizia municipale e carabinieri (30 per modulo) che saranno formati a un pronto intervento efficace, anche psicologicamente, nei casi di violenza sulle donne.