Frenata di Agricole sulla «Supersgr» con Intesa Sanpaolo

L’ad Pauget: «Rischi operativi non trascurabili, il progetto è improbabile». Obiettivo in Italia 609 milioni nel 2010

Massimo Restelli

da Milano

L’idea di creare un’unica Sgr paneuropea unendo le forze di Crédit Agricole e Intesa Sanpaolo sembra destinata a restare sulla carta. È un progetto «improbabile», ha tagliato corto ieri l’amministratore delegato Georges Pauget davanti alla comunità finanziaria confermando, al di là delle opzioni ufficialmente sul tavolo, una freddezza nell’aria a Parigi fin dai primi giorni dell’accordo quadro che ha permesso la nascita della superbanca guidata da Giovanni Bazoli e Corrado Passera.
A sostegno della propria perplessità Pauget ha accennato ai «non trascurabili» rischi operativi connaturati alla scelta di creare un grande polo dei fondi italo-francese «soprattutto in un contesto di grandi cambiamenti strutturali» dovuti alla fusione tra Milano e Torino. Da qui l’improbabilità che il piano veda la luce, secondo la Banque Vert, la cui presa di posizione segue però di pochi giorni quella con cui Passera ha ribadito ai soci riuniti in assemblea che Ca’ de Sass ha ora dimensioni sufficienti per muoversi in autonomia nel risparmio gestito.
Malgrado la strada europea rimanga aperta, a fine gennaio Intesa sarà quindi probabilmente chiamata a «richiamare» le masse corrispondenti al 65% dell’ex Nextra che dovrebbero confluire in Eurizon. Si tratta del polo del risparmio finanziario che Sanpaolo ha affidato a Mario Greco che, risolto il nodo Nextra e rientrate le iniziali mire sulla bancassicurazione di Generali (già frenata dall’Antitrust sull’espansione nel ramo danni legata all’acquisto di Toro), potrà riprendere il cammino verso Piazza Affari: la quotazione è in calendario entro fine 2007. Caam sarebbe invece sciolta, lasciando italiani e transalpini liberi di muoversi in autonomia in un settore come i fondi comuni italiani dove, dati Assogestioni alla mano, i colossi (Intesa compresa) stanno perdendo terreno.
A fine 2007 Parigi prevede, invece, di completare la prevista riduzione al 5% del proprio impegno in Intesa Sanpaolo (9% post fusione). Infine, ripercorrendo più in generale la campagna d’Italia che ha portato a ricevere 663 sportelli da Intesa (tra cui Cariparma e Friuladria) in cambio del via libera alla superbanca, l’Agricole ha specificato di attendersi 609 milioni di utile netto nel 2010 (378 milioni quelli stimati quest’anno) a fronte di 971 milioni di risultato operativo. L’integrazione occuperà 10 mesi mentre 2007-2009 saranno aperte 100 agenzie.