La frenata americana affonda il rame

Si chiude una settimana caratterizzata da un’accentuata diminuzione della volatilità nei prezzi delle materie prime. Un copione scontato e tipico del periodo. Unica eccezione di rilievo resta la brusca correzione ribassista del rame. I prezzi a tre mesi sono scesi sotto la soglia psicologica dei 6.500 dollari per tonnellata. Dalla metà del mese, il ribasso sfiora il 10%. Il rame soffre la frenata del ciclo economico Usa e, in particolare, il brusco rallentamento del settore edilizio. Non a caso le scorte sono tornate ai livelli massimi degli ultimi 30 mesi. Tra i metalli preziosi, l’oro è sempre nell’area dei 620 dollari l’oncia. Il metallo giallo soffre i segnali di deflazione ma potrebbe tornare a correre in caso di nuovo rovesci della valuta Usa. Volatilità ridotta anche per il petrolio: prezzi tra 61 e 64 dollari.