La frenetica giostra d’amore diretta dal geniale Rohmer

Si sa, Eric Rohmer, coltissimo e raffinato cineasta francese è l’incontrastato specialista del moderno marivaudage, quell’attitudine tutta francese, molto stilizzata, molto letteraria a ragionar d’amore quasi fosse un «dialogo sui massimi sistemi». Guardiamo il suo film dell’84 Le notti di luna piena, significativo capitolo della fertile stagione «commedie e proverbi»: esteriormente può sembrare il solito, sofistico e sofisticato Rohmer ben coadiuvato per l’occasione dal bravo direttore della fotografia, il ticinese Renato Berta. Come sempre, però, dopo una prima perlustrazione sul campo, l’autore mette in atto la sua tipica, inimitabile strategia dei sentimenti e, ancor più, dei risentimenti secondo cui ciò che appariva acquisito al principio, come quel che diventa tutto problematico poi, convergono, con bella incoerenza, verso esiti insospettati. Così, Louise, amata e contesa da Rémi e da Octave, come Camille, Bastien, Marianne, coinvolti via via nella concitata giostra degli affetti, dei disincantati, sembrano proprio gattini ciechi sbalestrati a caso e, vicendevolmente, nelle braccia dell’uno e in quelle dell’altro in una pantomima variamente reversibile e, sul piano spettacolare, sapidamente divertente.

LE NOTTI DELLA LUNA PIENA - Fox, euro 22,90