Frequenta Testimoni di Geova Prete gli nega funerale religioso

La sorella del defunto: «Era credente, quelli andavano solo a trovarlo»

da L’Aquila

Sepolto senza il funerale religioso poiché il parroco lo considerava un Testimone di Geova per il solo fatto che frequentava qualcuno della setta. Così ieri è stato sepolto solo con il rito civile Marino Tiberi Vipraio, 52 anni, di Corfinio, pensionato per problemi psichici. I parenti hanno atteso invano davanti alla Chiesa il prete e poi hanno proseguito per il cimitero del paese. Appena tre mesi fa, in un centro vicino (Bagnaturo), un altro parroco aveva negato il funerale religioso a un uomo divorziato e risposatosi con rito civile. Il sacerdote fu assediato in chiesa dai fedeli e dovettero intervenire le forze dell'ordine. Ieri come allora, il vescovo di Valva e Sulmona, monsignore Di Falco, pur sollecitato a far cambiare idea al prete ha difeso la posizione del suo ministro di culto.
Marino Tiberi Vipraio viveva da solo e non era sposato. Dopo la sua morte, dovuta a un infarto, una sorella si era recata alla parrocchia per chiedere a don Fernando Di Fiore di predisporre il funerale. Ma il sacerdote non c'era, perché ricoverato all'ospedale di Sulmona per un principio di ischemia. Così era toccato alla perpetua, Troelia Colella, comunicare ai parenti che non ci sarebbe stato alcun rito in chiesa per una persona che frequentava i Testimoni di Geova.
«Ma lui non condivideva le loro credenze religiose - raccontano le sorelle Lina e Stefania -. Era battezzato e aveva ricevuto tutti i sacramenti. Quelli andavano a trovarlo per fargli compagnia. È vergognoso quanto è successo».
I parenti hanno chiesto a Monsignor Di Falco di incaricare un altro sacerdote, ma il vescovo ha risposto di non poter intervenire in una vicenda che conosceva solo il parroco. Da suo letto d'ospedale don Fernando Di Fiore non ha voluto commentare la vicenda. Lo assiste la perpetua che ha tenuto anche i contatti con i familiari del defunto e che ha comunicato al titolare delle pompe funebri la decisone del parroco. «Ho telefonato alla perpetua per sapere come dovevo comportarmi - ha raccontato Rodolfo Di Giovanni, incaricato dai famigliari del pensionato di organizzare la sepoltura - e se dovessi contattare i Padri maristi di Pratola Peligna per il funerale, vista l'indisponibilità del nostro parroco. Lei, però, mi ha passato don Fernando il quale, per telefono, mi ha ribadito che non poteva dare l'autorizzazione a celebrare la messa e a benedire la salma del defunto perché era Testimone di Geova».
La decisione del parroco, in paese, ha suscitato polemiche: «Non si può negare il funerale a una persona che aveva problemi psichici e che incontrava i Testimoni di Geova», affermano alcuni davanti a un bar della piazza, pronti a forme di protesta eclatanti qualora il sacerdote, una volta uscito dall' ospedale, non darà loro «risposte soddisfacenti».