La fretta sospetta di Burlando nel chiedere la nomina di Merlo

(...) galantuomo. E fa onore agli azzurri Claudio Scajola, Gigi Grillo e Gino Morgillo e ai rappresentanti di An Giorgio Bornacin e Gianfranco Gadolla aver immediatamente fatto squillare il mio telefono per riconfermare la loro stima nel presidente del Porto.
Fa invece male, almeno a me, la reazione di Claudio Burlando, presidente della Regione e in passato vittima di un arresto ingiusto, che - nonostante abbia lavorato bene in passato con Novi - oggi non ha speso una parola per difenderlo, limitandosi ad auspicare che l’inchiesta finisca presto. E si è spinto a chiedere al centrodestra di votare subito Merlo. Ora, Merlo è una brava persona, ma questo è il modo meno adatto per sollecitare un voto a suo favore.
A me tutto questo fa male. Forse meno a chi da mesi identifica in Giovanni Novi il male assoluto, una sorta di figura mitologica a metà strada fra Al Capone e Lucky Luciano, una specie di boss dell’America anni Trenta, in gessato sartoriarlmente colpevole, quasi in una versione Caraceni di Lombroso, pronto ad attaccarlo un giorno sì e l’altro pure, prima e dopo i pasti, persino il giorno in cui dona la sua barca alla Marina.
I magistrati facciano il loro mestiere. A noi si permetta di dubitare che Novi sia il male di Genova.