Frida, il nuovo stile di Gucci «Tom Ford era complicato»

da Milano

Paura? «No, ma io ho la gran fortuna di sentire poco lo stress». A poche ore dalla sfilata che può trasformarla nell'unica stilista capace di seppellire il fantasma di Tom Ford oppure in una delle sue tante vittime, Frida Giannini sembra più calma di chi la sta intervistando. Del resto questa bella ragazza nata a Roma 32 anni fa sotto il segno dello scorpione, ha già dimostrato un grande talento che le è stato riconosciuto nel modo più plateale. Infatti il suo lavoro come responsabile degli accessori Gucci ha prodotto l'86 per cento dei 1600 milioni di euro fatturati nel 2004 da Gucci. Per questo lo scorso marzo il Gruppo Ppr (Pinault printemps redoute) che controlla il 99,4 per cento della miliardaria griffe, l'ha nominata direttore creativo delle linee donna al posto di Alessandra Facchinetti, mentre John Ray resta alla guida di quello maschile che pure produce un esiguo 5 per cento.
Le dispiace per Alessandra?
«Ovvio, ma non posso farci niente: è una decisione presa dall'alto su cui era impossibile discutere».
Ne avete parlato tra voi?
«Non ci siamo più sentite».
Certo da lei si aspettano molto: il raddoppio del fatturato nel giro di sette anni. Riesce a dormire con questo pensiero?
«Devo. Se non dormo almeno otto ore per notte come i bambini il giorno dopo sono a pezzi».
Con tutto quel che ha da fare sarà dura trovare il tempo...
«In effetti è una lotta, ma per ora ce la faccio. Certo devo fare qualche rinuncia. Per esempio da quando mi sono sposata lo scorso luglio ho visto ben poco mio marito: abbiamo fatto il viaggio di nozze in barca tra Capri, Amalfi e le isole Pontine, poi io ho dovuto blindarmi in ufficio, mentre lui è tornato alla sua solita vita».
Chi ha firmato il suo abito da sposa?
«L'ho disegnato io nei ritagli di tempo e me lo sono fatto confezionare da una delle meravigliose modelliste che lavorano per Gucci. È un modello molto semplice, stile impero, adatto a me che non sono tipo da grandi vestiti».
Anche in passerella vuole mandare una moda che le somigli?
«Neanche per idea: non pretendo d'essere il prototipo della donna Gucci. Certo penso sia il momento di semplificare il nostro stile rendendolo più accessibile al grande pubblico. La società c'impone di pensare a una femminilità meno aggressiva e dominante anche se sempre molto sensuale».
Si rende conto che sta rinnegando il lavoro di Tom Ford?
«Figuriamoci, ho ancora vivo nella mente il ricordo del mio primo colloquio con lui: ero così felice ed emozionata che quasi non riuscivo a parlare. Tom è stato grande, anzi grandissimo. Ma adesso bisogna girare pagina, non ha senso paragonarmi a lui e tantomeno rinnegare il suo lavoro».
Cosa vorrebbe ricevere in premio dopo la sfilata?
«Ho già ricevuto un bellissimo regalo da mio marito: il nuovo iPod Nano della Apple in due varianti di colore (bianco e nero, ndr) e con incisa dietro la data delle nozze».
È per caso una patita di tecnologia?
«Mica tanto. Però la musica mi piace moltissimo. E poi ho sposato un Web designer: se per caso non capisco come funziona un aggeggio elettronico mi basta chiedere a lui».