«Frieze» mette il turbo all’arte contemporanea

Grandi galleristi internazionali, artisti e super collezionisti. I russi la novità di quest’anno

I quattro giorni di «Frieze», la fiera di arte contemporanea conclusasi ieri a Londra, si sono in pochi anni trasformati in un fenomenale concentrato di incontri, scambi, mostre, fungendo da catalizzatore per tutti gli eventi collegati al mercato dell’arte contemporanea internazionale. «Frieze» accende un motore potentissimo, è un mix eclettico, che vede concentrati i pesi massimi del mondo dell’arte. I grandi galleristi internazionali, i super collezionisti e gli artisti, non manca mai nessuno, quest’anno si sono aggiunti importanti collezionisti russi; anche le gallerie più recenti hanno l’opportunità di proporre giovani talenti che vengono osservati con molta attenzione, e se non a «Frieze» nella vicina «Zoo Art Fair».
Molto soddisfatte le nove gallerie italiane presenti, Claudio Guenzani puntualizza «ho venduto molto bene, 50 per cento artisti stranieri e 50 per cento italiani, purtroppo nel contesto internazionale i nostri artisti tendono a soffrire un po’». Gli acquisti sono come sempre veloci, e alcune gallerie hanno rischiato con pezzi molti importanti, tutti venduti. A questa dinamicità Londra risponde con forza e con innumerevoli proposte. Tate Modern (4,1 milioni di visitatori l’anno scorso) ha inaugurato questa settimana una magistrale mostra di Fischli & Weiss, artisti svizzeri già premiati alla Biennale di Venezia del 2003 col Leone d’Oro (fino al 14 gennaio) e nella Turbine Hall l’installazione di Carsten Höller invita i visitatori a scendere da un mega-scivolo velocissimo (fino al 1° aprile).
Il contraltare della Tate Modern, che verrà presto rinnovato con una grande operazione immobiliare, è la Battersea Power Station, dove nelle affascinanti architetture industriali ancora cadenti trova spazio «China Power Station: Part 1», arte, film e installazioni sonore di artisti cinesi curati dalla Serpentine Gallery (fino al 5 novembre). Poi ci sono le aste. Ha aperto le danze sabato sera Phillips de Pury con una selezione di 73 lotti per un valore di più di 12 milioni di euro, e poi Sotheby's e Christie's in questi giorni, con le Italian sales che vedono gli artisti italiani al centro di consistentissimi scambi. La Louise T. Blouin Foundation ha aperto a Notting Hill il nuovo spazio non-profit, una ex fabbrica che produceva i motori di Rolls Royce e Bentley, con una grande retrospettiva su tre piani di James Turrell, artista americano che lavora con impalpabili e magiche installazioni di luce (fino al 28 febbraio).
Spingendosi nell’East End si ha solo l’imbarazzo della scelta, si può partire dalla Whitechapel Library con lo spiazzante cinema di Ryan Gander (fino al 5 novembre) o scegliere lo scenario su larga scala di Christoph Büchel nel Hauser&Wirth Coppermill (fino al 17 dicembre). Insomma «Frieze», che al debutto pareva essere l’anello mancante della virtuosa catena artista-gallerista-collezionista-museo-fiera si è rivelata la forza trainante della catena medesima.