Frigerio: "Ridatemi il corpo di mia moglie"

Como - "Ho aiutato tantissimo la Procura, ora la Procura aiuti me e mi restituisca il cadavere di mia moglie". È la richiesta che giunge dall'ospedale Sant'Anna di Como da parte di Mario Frigerio, l'unico scampato alla strage di Erba. A riferirlo è il suo avvocato, Manuel Gabrielli. "Non posso entrare nel merito delle dichiarazioni rese dal mio assistito, ma ne confermo le linee generali già conosciute". L'avvocato Gabrielli nella sua prima intervista ha spiegato che oggi risolleciterà la Procura a concedere il nulla osta per i funerali di Valeria Cherubini. Nulla osta che sembra allontanarsi in vista di presumibili nuovi accertamenti autoptici sulle quattro vittime dell'eccidio di lunedì 11 dicembre. "Vorrei precisare - ha proseguito il legale - che quando ieri ho spiegato al signor Frigerio del fermo dei due coniugi suoi vicini di casa e la dinamica del massacro, è scoppiato in un pianto dirotto. Quando ha detto 'per me è una conferma' non si riferiva al fatto che il quadruplice omicidio possa essere stato compiuto da Olindo Romano e Angela Rosa Bazzi, ma alla brutalità della dinamica. Soprattutto è rimasto particolarmente impressionato quando gli ho riferito di come è morto il piccolo Youssuf". Finora si è sempre detto che il bimbo di due anni sarebbe stato "solo" sgozzato. Tuttavia voci mai confermate dicono che sul corpicino del figlio di Raffaella Castagna e Azouz Marzouk vi sia stato un maggior accanimento tanto che le ferite d'arma da taglio sarebbero più di una. "Per la famiglia Frigerio - dice sempre l'avvocato Gabrielli - non è questo il momento di perdonare chi ha compiuto quell'orrore. Faccio mio l'appello del signor Frigerio rivolgendomi alla Procura affinché acceleri i tempi per la concesisone dei nulla osta".