Frigorifero, tv e biliardo: la vita di tutti i giorni negli abissi di Ponza

Due anni fa l’impresa «estrema» di Stefania Mensa e Stefano Barbaresi, gli acquanauti rimasti per dieci giorni sui fondali marini di Cala Feola. A settembre saranno in sei, probabilmente tre uomini e tre donne (di cui una coppia sposata) dall’età compresa fra i 25 e i 40 anni, a iniziare la «colonizzazione» delle acque dell’isola di Ponza: quattordici giorni (tra l’8 e il 22) alla profondità di quindici metri, ma con l’ausilio di quattro campane dove potranno respirare senza attrezzatura subacquea.
Torna il Progetto Abissi, con la «casa in fondo al mare», ancora una volta messa a punto dall’Explorer Team Pellicano. Più che parlare di un reality show sott’acqua, gli organizzatori preferiscono sottolineare l’aspetto medico-scientifico della vita in immersione. «Dopo l’esperimento di due anni fa, che ha dimostrato che è possibile vivere in acqua senza riportare traumi fisici - spiega il responsabile del team Pierfrancesco Bozzi -, abbiamo deciso di normalizzare il test». Ecco che gli acquanauti porteranno in fondo al mare le abitudini della vita di tutti i giorni. Potranno così parlare tra di loro, grazie a un sistema di appositi cavi, ma addirittura pedalare sulla cyclette e giocare a biliardo. I sub avranno a disposizione tre campane più piccole, cilindri metallici di circa quattro metri tenuti sul fondo da oltre 100mila chili di zavorra, nelle quali poter dormire più comodamente (due anni fa lo facevano galleggiando nell’acqua) ed essere sottoposti a visite mediche. In più ce ne sarà una quarta più grande, con piano cottura, frigofero, tv e telefono satellitare per comunicare con la superficie. Qui gli «inquilini» potranno cucinare e consumare i pasti, razionalizzando le risorse a loro disposizione come l’elettricità, l’acqua dolce ottenuta da un desalinizzatore posto sott’acqua e le derrate alimentari.
«I sei sub - osserva il dottor Costanzo, coordinatore del team medico - saranno monitorati 24 ore su 24 da uno staff che verificherà tutte le modificazioni a livello epidermico, cardiaco, polmonare e metabolico». Novanta le persone che assisteranno gli acquanauti, seguiti nella loro avventura anche da venti telecamere.