Frings fa il padrone Metzelder la voragine

5,5 LEHMANN. Il dottor papera si ripresenta davanti all’unica conclusione di Ibrahimovic. Voleva ravvivare la partita: quasi ci riusciva.
5,5 FRIEDRICH. Troppe volte tremebondo per essere un caso: ogni tanto rischia guai. Dalla sua parte c’è chi gira in torno e va.
5 METZELDER. Se la Germania avesse anche uno stopper. Questo sembra la porta di un saloon: tutti che entrano ed escono. Statuaria imponenza in ogni senso. Per confermare ci prova con un rigore.
6 MERTESACKER. Un altro che è meglio avere contro. Più reattivo del socio di centro area. Impone la legge del fisico.
6 LAHM. Pronto nel rilanciarsi nell’azione d’attacco. Un po’ meno in quella difensiva. Ma è una buona spalla per tutti.
6,5 SCHNEIDER. Un tigre nel motore di questa squadra: corre dappertutto, non molla l’avversario, vede bene il gioco soprattutto quando si lancia sulla fascia. Uno Stielike meno carogna, un Littbarski meno effervescente.
7,5 FRINGS. Sarà la fascia intorno ai capelli, le gambe un po’ storte, il modo di correre da podista del pallone, ma somiglia tanto a Dirceu, brasiliano di casa nostra e di mille storie. Questo gioca alla tedesca, registra movimenti e ritmi, il vero padrone del centrocampo.
6 SCHWEINSTEIGER. Ha l’aria di un selvaggio puledrino. Meno dirompente di quanto ti aspetti. Stavolta scolastico. Prende un palo. dal 27’ st BOROWSKI 6. Atto di presenza con buona volontà e qualche colpo da sopportare.
7 BALLACK. Il suo tiro al bersaglio finisce sempre male: palo, mani del portiere o palla fuori. Maledetto al tiro (non ha ancora segnato), essenziale ed efficace nel provar gioco e nell’appoggiare i compagni d’attacco.
7,5 PODOLSKI. Straripante nella prima parte della partita. Trova la mira e ci prende. Si esalta e qualche volta esagera. Si sarà tolto il complesso dell’eterno secondo dietro Klose. Anche se l’altro è più bravo.

dal 28’ st NEUVILLE 6. Qualche raffinatezza e un po’ d’allenamento.
7,5 KLOSE. Senza gol, ma uomo partita. Tutto parte da lui, Podolski sfrutta la scia. Penetra e fa danni, si muove talvolta come un pivot, talaltra come un regista dell’attacco. Ha fiuto e sensibilità da grande punta.
ALL.: KLINSMANN 7. Sta facendo crescere la squadra. Ne conosce i limiti, sfrutta gli uomini al meglio. E lavora bene dalla panca.