Fritz Lang, concerti per capolavori muti

Lo si potrebbe definire il regista dei due mondi visto che Fritz Lang seppe creare autentici capolavori sia in Germania, sia in quella America dove approdò, a metà anni Trenta, per fuggire da un regime che lo voleva nominare, per bocca del Ministro della Propaganda Nazista Gobbels, direttore degli studi UFA. Una scelta di vita radicale che comprese anche il divorzio da Thea von Harbou, l’attrice e scrittrice che collaborò con lui alla stesura delle sceneggiature di film come i celebri Metropolis e M, il mostro di Düsseldorf.
Definito «inesorabile» da un altro maestro come Truffaut, il viennese Lang scrisse, durante il periodo del muto, pagine indimenticabili di estetica cinematografica, autentico punto di riferimento e formidabile interprete dell’espressionismo più puro. Lang sosteneva che «Il regista cinematografico deve avere qualcosa di universale, cioè deve aver assimilato quel che c’è di basilare in ogni arte: lo sguardo del pittore, la sensibilità lineare dello scultore, il ritmo del musicista, la capacità sintetica del poeta. Necessita inoltre di qualcosa che è esclusivamente suo: il tempo». Da questa affermazione, nasce l’idea, della Fondazione Cineteca Italiana, di dedicargli, dall’8 al 26 settembre, una retrospettiva dal titolo Concerti per immagini. I film-concerto. Il tutto per assecondare l’idea di accompagnare la proiezione di sei dei suoi capolavori muti, ovvero Destino (il suo primo grande successo), Il dottor Mabuse - prima e seconda parte, L’inafferrabile, il citato Metropolis, I nibelunghi prima e seconda parte, I ragni - prima e seconda avventura (tutti presentati in copie restaurate provenienti dagli archivi F.W. Murnau Stifftung e Narodni Filmovy Archiv) da altrettanti concerti di musica dal vivo con partiture appostamente composte per questa rassegna.
Insomma, un evento nell’evento con l’intento di coniugare, attraverso stili e sonorità differenti, le «sinfonie visive» create da Lang. Non solo: oltre alle sei pellicole menzionate che rappresenteranno il cuore della rassegna, il cinefilo milanese potrà gustare, nel programma offerto dallo Spazio Oberdan, anche M, il mostro di Düsseldorf e una versione di Metropolis accorciata e rimusicata, nell’84, da Giorgio Moroder.