Friuli, inchiesta auto blu: il leghista Ballaman lascia

Il presidente del consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia si è dimesso in seguito all’avvio di accertamenti da parte di Corte dei Conti e procura di Trieste sull’uso dell’auto di servizio<br />

Trieste - Il presidente del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia, Edouard Ballaman, si è dimesso in serata con una lettera inviata al Presidente della Regione, Renzo Tondo, e ai due vicepresidenti del Consiglio regionale, Maurizio Salvador e Annamaria Menosso. Le dimissioni sono giunte dopo l’avvio di accertamenti da parte della Procura della Corte dei Conti e della Procura della Repubblica di Trieste sull’uso che Ballaman ha fatto dell’auto di servizio del Consiglio regionale dall’estate 2008 allo scorso 30 marzo. Ballaman, che due giorni fa si era autosospeso dal proprio partito, la Lega Nord, ha inviato al segretario generale del Consiglio regionale una comunicazione, in cui dichiara di aderire al Gruppo consiliare Misto, con decorrenza da domani." Al solo fine di garantire la mia personale dignità ed il prestigio del ruolo istituzionale da me ricoperto - scrive Ballaman - rassegno le dimissioni da Presidente del Consiglio regionale. Ritengo in tal modo di poter anche meglio contribuire a chiarire ogni dubbio in ordine alla legittimità dei comportamenti posti in essere dall’Amministrazione sino ad oggi da me rappresentata". "Per quanto personalmente mi riguarda - continua Ballaman - debbo soltanto affermare di non aver mai inteso ledere l’immagine della Regione Friuli Venezia Giulia. Nel contempo ho già dato incarico di intraprendere azioni in ogni opportuna sede giudiziale a tutela della mia onorabilità".

L'inchiesta Le dimissioni di Ballaman arrivano a una settimana dalla pubblicazione, da parte del quotidiano Messsaggero Veneto, di un dossier su una settantina di viaggi che Ballaman ha fatto con l’auto di servizio e l’autista della Regione per fini eventualmente non collegati alle sue funzioni istituzionali di Presidente del Consiglio Regionale. In particolare, il quotidiano aveva riferito di viaggi a Caorle (Venezia), dove Ballaman possiede una casa per le vacanze, e in località dove si svolgevano iniziative o incontri politici della Lega Nord. Sono, inoltre, elencati tragitti per "impegni professionali", verso la casa della fidanzata e attuale moglie a Camponogara (Venezia) e viaggi diretti ad aeroporti del Nord Italia non collegati a impegni istituzionali. In seguito alla pubblicazione del dossier, la Procura della Corte dei Conti ha avviato accertamenti incaricando la Guardia di Finanza di acquisire atti e documenti relativi ai viaggi fatti da Ballaman con l’auto blu, a cominciare dai fogli di viaggio e dalla documentazione Telepass. I finanzieri hanno cominciato ieri l’acquisizione di tali atti nella segreteria della Regione Friuli Venezia Giulia. Sempre in seguito alla pubblicazione del dossier, il Pdl e il Pd del Friuli Venezia Giulia, anche se con toni diversi, avevano chiesto le dimissioni di Ballaman che ieri sera ha incontrato il segretario regionale della Lega, Pietro Fontanini. La base leghista del Friuli Venezia Giulia, infatti, ha durante condannato l’eventuale uso dell’auto blu da parte di Ballaman per fini diversi da quelli istituzionali, fino ad arrivare alla richiesta di espulsione dal partito, fatta dalla segretaria di Pordenone del Caroccio. Dall’aprile del 2010, Ballaman ha rinunciato all’auto blu, ottenendo il rimborso chilometrico previsto per i consiglieri regionali del Friuli Venezia Giulia. Per i consiglieri residenti a Pordenone, come Ballaman, il rimborso è di 3.200 euro al mese.