Frizzi, Insegno, Venier: la Rai dei ripescati

Nei prossimi mesi si rivedranno alcuni volti usciti da anni dalla tv
pubblica o messi ai margini. Per il comico della Premiata Ditta un
varietà a gennaio, alla presentatrice il concerto di Natale

Pino Insegno non lo si vedeva in Rai da un quindicennio. Mara Venier non trova un ruolo fisso nella Tv di Stato dal 2006, dopo la famosa defenestrazione da Domenica In. Con Paolo Limiti non «Ci vediamo in Tv» dal 2001. Bene, ora è tornato il loro momento. Eccoli di nuovo in pista, con un posto luminoso sulle reti pubbliche. Un ruolo di quelli per cui presentatori, autori, dirigenti e uomini tutti della Tv si scannano.

Alcuni di loro, come Limiti o Venier, non hanno più trovato spazio nella rete condotta da Fabrizio Del Noce che, si sa, era un direttore che decideva molto in base alle simpatie, ma che è riuscito quasi sempre a far quadrare i volti con i risultati di audience. Altri hanno mantenuto qualche posticino in ruoli meno esposti, come per esempio Fabrizio Frizzi che se ne sta buono a Raitre (Cominciamo bene), e tornerà su Raiuno a dicembre nel lodevole programma dedicato alla lirica, Mettiamoci all’opera, ma soprattutto a lui è stato affidato il mega show dell’ultimo dell’anno che, in diretta da Rimini, aspetta con gli spettatori lo scoccare della mezzanotte. Dunque, grazie ai cambiamenti ai vertici della Tv pubblica, che spostano, oltre al gusto, anche amicizie, interessi politici ed economici, si rivedranno certi volti scomparsi. Starà poi al pubblico giudicare se aveva ragione chi aveva puntato su un rinnovamento del parco-presentatori o chi pensa che certi volti vadano riproposti. Perché, un fatto è certo: comunque venga giudicata la bravura e la professionalità di questi personaggi, non si tratta di conduttori di primo pelo. Che potranno, magari, riproporre spettacoli nuovi, ma che comunque hanno un sapore d’antan. Si osserverà: è giusto così, a ogni pubblico, il suo conduttore. E, si sa, Raiuno - e in generale tutta la Tv di Stato - è un canale che invecchia (come età degli spettatori) rapidamente. I ragazzi guardano Italia Uno, la pay o si attaccano al computer. Gli spettatori di mezz’età se li contendono tutte le reti generaliste, ma i nonnetti fermano il telecomando sul primo tasto.

Comunque sia, Pino Insegno riapparirà al pubblico di Raiuno a gennaio dopo 14 anni: l’ultimo suo show fu I cervelloni nel 1995, poi passò con la Premiata Ditta a Mediaset dove è rimasto fino all’anno scorso (Il mercante in fiera, Vieni avanti cretino!). Ora l’attendono due prime serate che dovrebbero essere sfavillanti: un varietà vecchio stile tra sogno, magia e grandi ospiti.

Ma il compito - e il ritorno - più complesso, appare quello di Paolo Limiti. Il conduttore quasi settantenne (classe 1940) ha tenuto compagnia alle casalinghe tutti i pomeriggi sulle prime due reti (un po’ di qua un po’ di là) per sei anni. Poi quelle fasce orarie sono state appaltate a volti più giovani e, soprattutto, femminili. Nella nuova filosofia del canale diretto da Massimo Liofredi (che preferisce puntare meno sui giovanissimi cercando di allargare il bacino di pubblico), Limiti ha trovato un posto al sabato pomeriggio. Al posto di Scalo 76. Insomma, si torna indietro di dieci anni: uno show per ragazzi dedicato al pop (che in realtà non ha mai incontrato molti ascolti) sostituito da un talk di costume che pescherà (non solo) tra i vecchi personaggi del cinema, della musica e della Tv. Se tutto va bene, partirà il 9 gennaio.

Anche per Mara Venier si sta cercando un pregiato rientro. Dopo la famosa lite Pappalardo-Zequila usata come pretesto per cambiare volto alla domenica pomeriggio e affidare in altre mani la conduzione, si è vista solo come opinionista all’Isola dei famosi e come inviata nella più trash delle edizioni della Fattoria su Canale 5. Per il momento, tornerà a presentare, per il terzo anno, il concerto di Natale su Raidue. Per il futuro, sono avviate alcune trattative. Si era parlato di Ciak, si canta, lo show in onda in primavera che rifà i videoclip dei brani famosi, assegnato a Eleonora Daniele, ma pare che le idee si indirizzino altrove.

E' saltato invece il varietà di Enrico Montesano, che, come annunciato dal direttore Mauro Mazza a giugno alla presentazione dei palinsesti autunnali, doveva andare in onda a novembre. Si trattava di una serata unica, che, in caso di buoni risultati, poteva tradursi in qualcosa di più. Ma, alla fine, la trattativa con l’attore non è andata in porto. Magari in futuro, se ne riparlerà.