Frontale fra due treni: tre morti, otto feriti

Tragico incidente ieri mattina in Sardegna, in un tratto del Nuorese a
binario unico: l’impatto in curva senza che i conducenti avessero il
tempo di frenare. Un convoglio non avrebbe rispettato la precedenza. Ma c’è un giallo:
nei documenti di viaggio dei macchinisti l’incrocio non era segnalato

da Nuoro

Un’alba tragica sulle ferrovie della Sardegna. Un treno officina e un passeggeri, intorno alle 7 di ieri, si sono scontrati frontalmente tra Macomer e Nuoro: tre persone sono rimaste uccise, otto quelle ferite, di cui quattro in modo grave. A perdere la vita un macchinista, una giovane turista straniera e un pendolare.
La collisione è avvenuta tra i paesi di Birori e Bortigali, a poca distanza dallo scambio dove uno dei due convogli avrebbe dovuto attendere il passaggio dell’altro. Così non è avvenuto, probabilmente per un errore umano e lo schianto sull’unico binario di una tratta a scartamento ridotto, e costruita ben 110 anni fa, è stato inevitabile. I soccorsi, scattati immediatamente, non sono stati agevolati dal luogo dell’incidente, una zona di collina impervia dove non potevano atterrare gli elicotteri del 118 né arrivare le ambulanze. Le Ferrovie della Sardegna (Fds) hanno allora attrezzato un piccolo treno di emergenza che ha portato medici e infermieri sul posto. I convogli erano partiti puntualmente dalle stazioni di Nuoro e Macomer, il primo alle 6.24 con otto passeggeri a bordo, il secondo, il treno officina, alle 7.04 con il macchinista e il suo secondo. Erano appena passate le 7 del mattino e come ogni giorno uno dei due avrebbe dovuto fermarsi al bivio per Bortigali, dove c’è uno scambio, per far passare l’altro. Le due inchieste, una interna delle Fds e l’altra della Procura della Repubblica di Nuoro, dovranno accertare dinamica e responsabilità, ma da una prima ricostruzione il treno officina non si sarebbe fermato dove c’è lo scambio con segnalazione luminosa, inserendosi nel binario sul quale stava giungendo l’atro convoglio. C’è però un giallo: nella cedola, il documento che contiene tutte le prescrizioni per la condotta di un convoglio ferroviario, secondo gli inquirenti, non era segnalato l’incrocio a Bortigali tra i due treni. La littorina e l’altra motrice si sono accartocciate l’una contro l’altra nel pieno di una curva, senza che i macchinisti potessero tentare nemmeno una frenata. Nell’impatto hanno perso la vita tre persone che viaggiavano sul primo convoglio: il primo macchinista Cosimo Serra, 45 anni di Macomer, un impiegato disabile di Silanus, Bachisio Arca di 53 anni, che saliva su quel treno ogni giorno per andare al lavoro, e una turista svizzera di 28 anni con passaporto inglese, Anne Elizabeth Beever, a bordo con il suo fidanzato canadese con il quale aveva deciso di fare il giro della Sardegna in bicicletta.
Dettagli tragici sono emersi poche ore dopo la collisione: Serra aveva chiesto un cambio turno e non avrebbe dovuto trovarsi alla guida del treno passeggeri, mentre la ragazza svizzera e il suo fidanzato quel passaggio in treno l’avevano preso solo per poter vedere uno dei tratti più caratteristici delle linee ferroviarie sarde, propagandato all’estero anche grazie al Trenino Verde.
Lo scontro è avvenuto in un punto dove solo una tragica coincidenza ha fatto convergere i convogli nello stesso momento. Solo 50 metri prima o 50 metri dopo i macchinisti si sarebbero potuti vedere e avrebbero fatto a tempo ad azionare i freni di emergenza. Invece, come hanno raccontato i superstiti, uno dei quali Maria Antonietta Bicchiri, dipendente delle Ferrovie della Sardegna, nessuno si è accorto di niente.