Il fronte alternativo in casa azzurra

RomaLa strada pare segnata anche se in queste ore la carta Monti sembra non essere così decisa. «Manfrine», sostengono alcuni che vedono le proposte Alfano, Amato, Letta o Dini come un disperato tentativo di dare un colore politico a un governo post berlusconiano di difficile attuazione. Anche perché dal terzo polo arrivano chiusure ermetiche e nel caso ipotetico di un mandato esplorativo al segretario del Pdl, i numeri lo condannerebbero. Nell’ipotesi più ottimista, qualora tutto il Pdl fosse compatto per la carta Alfano, l’ex Guardasigilli avrebbe gli stessi numeri risicati che hanno convinto Berlusconi al passo indietro. E poi il Pdl è tutt’altro che unito. Possibilisti a Monti sono il ministro degli Esteri Franco Frattini, quello per gli Affari regionali Raffaele Fitto, l’ex ministro Claudio Scajola che si porta dietro almeno una ventina di deputati, il vicepresidente della Camera Maurizio Lupi, il sindaco di Roma Gianni Alemanno e il governatore della Lombardia Roberto Formigoni. In più sarebbero pronti al via libera a Monti i «frondisti» dell’Hassler Roberto Antonione, Giustina Destro, Fabio Gava, Giancarlo Pittelli e Isabella Bertolini. Tra questi anche Giorgio Stracquadanio che però ribalta il ragionamento dei più, denunciando il rischio di elezioni anticipate: «Piuttosto che rischiare un governo delle sinistre che manda l’Italia in default, meglio un salvacondotto. In questo modo si riesce a salvare l’onorabilità, il patrimonio politico, personale, rischi giudiziali e rischi patrimoniali per Berlusconi».
Anche Lupi apre a Monti: «Tutte e due le ipotesi sono legittime e contengono pro e contro: elezioni subito, oppure governo di emergenza nazionale. Credo che la strada migliore sia oggi la seconda». Una tesi sostenuta anche dalla pattuglia di deputati guidata da Gianfranco Miccichè: «Mi auguro che si possa arrivare velocemente alla composizione del governo Monti - dice il leader degli “arancioni” -. Ogni altra ipotesi rappresenterebbe, in questo momento, soltanto un’inutile perdita di tempo che non ci possiamo consentire».
Via libera anche da Giuliano Cazzola: «Sono sempre più convinto, dopo le considerazioni svolte da Silvio Berlusconi, che un governo presieduto da Mario Monti rappresenti l’unica soluzione che, nelle attuali condizioni, sia in grado di dare esecuzione agli impegni assunti con la Ue e il G 20». E da Giancarlo Mazzuca: «Il momento è tale che non c’è spazio per tatticismi, e a mio avviso il sostegno del Pdl al nuovo esecutivo deve essere totale».
Pro Monti anche l’ex finiano Adolfo Urso: «Bene l’apertura di Berlusconi a Monti. Questa è ormai l’unica strada per salvare il Paese. Chi si rifà ai valori del popolarismo europeo non può tirarsi indietro. E mi auguro che il Pdl risponda in modo unitario e senza riserve». È per un Monti a tempo anche Francesco Pionati: «Sì al governo Monti e voto a primavera: credo sia questa la soluzione di compromesso più utile al Paese». E ancora: «Da un lato si affronta l’emergenza con un premier tecnico di grande prestigio e competenza, in sintonia con la comunità europea, come in Grecia. Dall’altro, com’è giusto che sia, si restituisce prima possibile la parola ai cittadini e si costringe la politica a recuperare il ruolo che le spetta, come in Spagna».