Il fronte antidiscarica inquina ancora Napoli Torna il caos rifiuti

NapoliTensioni senza fine a Terzigno e nell'area vesuviana, per tutta la giornata di ieri. Ma, è oramai da un mese che i comitati antidiscarica sono padroni del campo. Protestano contro la paventata ipotesi di apertura di una seconda discarica nella cittadina vesuviana, alla «cava Vitiello». Bloccano gli autocompattatori diretti alla discarica «Sari», innalzano barricate di ogni tipo, con montagnole di terreno, rifiuti, materiali di risulta, appiccano falò, attaccano i mezzi carichi di rifiuti, tengono «sequestrati» all'interno del sito autisti e camion in procinto di rientrare nei rispettivi depositi, minacciano e mettono in fuga i conducenti intercettati lungo le strade che portano alla «Sari».
Anche ieri è stato cosi: barricate, sit in, scontri con polizia e carabinieri, sassaiole contro le divise, feriti e, sullo sfondo, lo spettro di una nuova emergenza rifiuti.
E, quando la polizia e i carabinieri cercano di far riprendere la marcia ai camion e togliere i blocchi dalle strade di accesso al sito, scatta l'assalto agli agenti. Il momento clou della tensione si è verificato nel primo pomeriggio di ieri. Fonti della Questura di Napoli hanno spiegato che mentre agenti e militari stavano ricevendo il cambio di fine turno, gruppi di teppisti infiltratisi tra la folla pacifica di manifestanti hanno lanciato sassi contro le forze dell'ordine in assetto antisommossa. Il bilancio è da guerriglia: due poliziotti e un carabiniere sono finiti in ospedale. Anche rtre donne, tra cui una incinta, ricorrone alle cure dei medici dopo i tafferugli seguiti all'assalto alle forze dell'ordine. E, nel tardo pomeriggio, ancora nei pressi del sito, gli ultrà antidiscarica hanno assaltato due camionette dei carabinieri. Repentino il dietro front dei militari che non hanno potuto raggiungere la Sari.
Ed è grave anche il bilancio in termini economici di questa quotidiana battaglia: negli ultimi due giorni, infatti, una ventina di autocompattatori sono stati seriamente danneggiati dai dimostranti, due sono stati dati alle fiamme. E questo, nonostante i camion della spazzatura viaggino sotto scorta delle forze dell'ordine. Magro il bilancio per gli investigatori. In un mese di assalti e di distruzioni di auto compattatori, con danni per svariati milioni di euro, neppure un arresto, neppure una denuncia. In una sola occasione, qualche giorno fa, due giovanissimi teppisti che avevano assaltato un autocompattatore, poi dato a fuoco, sono stati arrestati.
Da tre giorni i camion non sversano a Terzigno. Centinaia di auto compattatori sono rientrati colmi di spazzatura nei rispettivi depositi. Tutto ciò sta provocando la mancata ripulitura delle strade, in particolar modo a Napoli ma anche in altri comuni della provincia. Nel capoluogo, ieri, c'erano nelle strade 520 tonnellate di «monnezza». Ma, le mancata raccolte di questi giorni hanno fatto aumentare il volume della spazzatura in tutti i quartieri di altre 600 tonnellate. Per fortuna che c'è la discarica di Chiaiano che ogni giorno accoglie nel suo «fosso» 700 tonnellate di rifiuti provenienti da Napoli.
Divampa la polemica politica sui disordini a Terzigno e sul nuovo rischio di emergenza rifiuti. Il bersaglio preferito del centrosinistra resta il sottosegretario Guido Bertolaso. Ma, le competenze della Protezione civile sulla gestione dello smaltimento dei rifiuti a Terzigno sono ormai esaurite da tempo. Il presidente della Provincia di Napoli, Luigi Cesaro che dal primo gennaio dovrà gestire da solo la discarica vesuviana ha chiesto al governo di prorogare di un anno le responsabilità sul sito Sari sulla Unità' operativa per l'emergenza rifiuti, coordinata dal generale Mario Morelli, braccio destro di Bertolaso.
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