Di fronte al Grande Fratello ho spento la televisione

Egregio direttore, la morte di Eluana Englaro ha creato forte polemiche ma soprattutto ha lasciato un forte senso di disagio nell'opinione pubblica e nell'animo della gente. Quello che mi chiedo a livello personale è in che paese vivo, cosa rappresenta questa Italia che nella sera della morte di una ragazza entrata con il suo silenzio in ognuna nelle nostre case continua il suo circo televisivo del non rispetto. Grande Fratello con litigi beceri, musica e canzoni sul reality della concorrenza a pochi minuti di distanza della morte in diretta di chi ha fatto parlare, discutere, soffrire, sperare in un verso o nell'altro una nazione intera. Anche io potrei sparare a zero con le mie idee, in questa settimane ho visto strumentalizzare il caso di Eluana da una sinistra povera ma anche persone che vergognosamente urlavano: «Eluana svegliati!». Sono disgustato e il mio sfogo lo vorrei condividere con la famiglia de Il Giornale che quotidianamente si è occupata del caso. Nella mia vita professionale ho assistito persone in coma vigile, malati di sclerosi multipla, un'assistenza quotidiana che purtroppo in un paio di casi è terminata nel modo più drammatico. Naturalmente chi sceglie questo lavoro è consapevole di vivere fino in fondo la sofferenza e anche il lento degrado psico-fisico di queste persone gravemente malate. Le scelte e le opinioni del caso le lascio ad altri ma ogni giorno ci sono tante Eluana nel mondo intero che vanno rispettate di più nella loro quotidianità, X Factor o Grande Fratello che sia è un affronto anche al rispetto della gente, di chi per almeno un attimo si è fermato a pensare in questo ultimo periodo. L'altra sera ho spento la televisione, ho letto un libro nel silenzio, questo è stato il mio atto spontaneo. Mi piacerebbe pensare che per molti altri sia stato così nonostante nelle ultime settimane le idee degli italiani siano state in forte contrapposizione. La televisione italiana mette davanti business e contratti pubblicitari, vergogna.