«Il fronte unico del Nord farà sentire la sua voce»

Cattaneo invita istituzioni, associazioni economiche e sindacati a lottare insieme

«Speriamo che l’anno nuovo porti un po’ di buon senso a Roma. Sarebbe il miglior regalo per il Nord». Raffaele Cattaneo, assessore ai Trasporti della Lombardia, illustra le linee guida della futura azione della Regione riguardo l’affare Malpensa.

Assessore, la pausa natalizia non ha cambiato lo scenario. La questione Malpensa è sempre in cima all’agenda politica lombarda. Cosa succede ora?

«Si apre la fase del fronte unico».

Cioè?

«Tutte le rappresentanze lombarde, dalle amministrazioni locali più piccole sino alla Regione, unitamente alle associazioni economiche e sindacali, devono unire le loro voci per far arrivare un messaggio politicamente così forte che Roma non potrà ignorare».

Ormai però la trattativa con Air France è avviata, e i primi «dirottamenti» del traffico aereo su Roma si sono già visti.

«I danni derivanti dall’azione del governo si sono già fatti sentire, e nel prossimo futuro, intendendo i prossimi tre o cinque anni, saranno ancor più gravi. Ma non sono catastrofista: alla fine riusciremo a riportare la situazione alla normalità e a ridare alla Lombardia l’hub internazionale di cui ha bisogno e diritto. Davvero preoccupante invece è l’atteggiamento generale di questo governo verso il malcontento generale delle regioni settentrionali. Malpensa è il simbolo di come la voce del Nord non sia ascoltata nei palazzi romani».

Veramente Padoa-Schioppa ha detto che «il problema del Nord esiste, e guai a ignorarlo».

«Allora che si passi dalle parole ai fatti, che venga dato un taglio all’atteggiamento paternalistico e quasi scocciato del governo rispetto ai nostri reclami».

A cosa si riferisce?

«Le ultime dichiarazioni di Padoa-Schioppa accusano in pratica la Lombardia di piagnisteo. Il ministro si è detto “dispiaciuto” perché la reazione del presidente Formigoni è stata “così accesa”. Cosa dovremmo fare, lasciare che il motore economico di tutto il Paese venga azzoppato? Ma ancora una volta, come sempre, il Nord saprà farsi carico della situazione».

La Regione appoggerà allora la manifestazione annunciata dalla Lega Nord?

«Ci aspettano otto settimane di trincea, ma non è ancora il momento di fissare date. Certo nessuna mobilitazione popolare sarà ignorata ma, come ha già sottolineato Formigoni, non ci sarà posto per azioni autolesionistiche, come il blocco di strade o ferrovie. La nostra protesta si baserà sulla forza dei dati economici, che dimostrano senza dubbio alcuno che la Lombardia non può perdere il suo scalo aeroportuale internazionale».

Però questi dati li sbandierate fin dall’inizio della vicenda, ancor prima che si annunciasse la trattativa unica con Air France.

«E noi continueremo a sottolinearli, finché non saranno recepiti anche a Roma. Come si può far passare un progetto che riduca il traffico aereo di quella parte del Paese che produce un terzo di tutto l’export nazionale e che da sola riceve il 51 per cento di tutti gli investimenti esteri in Italia?».