Il fronte «per la vita» che fa nascere amicizie trasversali

«Sosteniamo la legge 40 contro un referendum abrogativo sbagliato e inutile. Non votate!»: comincia così l’appello «trasversale» di molti consiglieri comunali a favore dell’astensione nella consultazione referendaria del 12 e 13 giugno prossimi.
Primo firmatario, e riconosciuto promotore dell’iniziativa, l’esponente di Forza Italia Renato Pizio, che è sceso decisamente in campo per affermare i diritti degli embrioni. In questa prospettiva, Pizio si è assunto l’incarico di raccogliere le firme dei colleghi consiglieri della Sala rossa di Tursi in calce a un documento che sostiene la normativa in vigore sulla procreazione assistita.
«Questo non significa - spiega comunque Pizio - che noi giudichiamo perfetta la legge 40/94. Anzi, noi riconosciamo il valore della legge, che definiamo “imperfetta e perfettibile“, ma che ha permesso di normare una materia dagli aspetti culturali, etici, pratici, scientifici, clinici di indubbia complessità». Lo stesso consigliere azzurro giudica inoltre che «la legge ha posto fine a una situazione in cui tutto, o quasi, ciò che è tecnicamente possibile diventa per ciò stesso giuridicamente etico».
Parte da queste premesse, il documento firmato da Pizio e dai consiglieri Raffaella Della Bianca (anch’ella proponente), Giuseppe Costa, Matteo Rosso, Mario Menini, Giuseppe Cecconi, Guido Grillo, Roberto Garbarino e Rinaldo Magnani (Forza Italia), Gianni Bernabò Brea, Giuseppe Murolo e Aldo Praticò (An), Paolo Repetto (Udc), Vincenzo Vacalebre (Gruppo misto), Edoardo Rixi (Lega), Claudio Gustavino, l’assessore Paolo Veardo, Claudio Basso e Gabriele Gronda (Margherita).
«Come si vede, la trasversalità c’è, quando si tratta di difendere un diritto inalienabile della persona che esiste fin dal momento del concepimento» rimarca Pizio, al suo primo ciclo amministrativo da consigliere e fra coloro che, pur all’opposizione, si sono sempre contraddistinti per posizioni di particolare moderazione.
Gli argomenti messi in campo in questa campagna referendaria - aggiunge il documento sottoscritto dal gruppo dei «Consiglieri per l’astensione» - riguardano il fondamento della vita umana e del diritto naturale all’esistenza che non possono essere considerati tematiche su cui esprimersi in termini di maggioranza e minoranza. «La vita, cioè - insistono i membri della Sala rossa di Tursi - non può essere messa ai voti».
La Costituzione italiana, comunque - termina la nota dei consiglieri comunali - ammette come legittima, in occasione di referendum abrogativi, la possibilità del non voto come espressione della volontà di lasciare al parlamento eletto da tutti i cittadini le prerogativa di modificare e migliorare le leggi».
Per tutte queste considerazioni, i consiglieri dell’assemblea di via Garibaldi hanno sottoscritto il documento che si richiama anche «a iniziative analoghe assunte da parlamentari e da eletti nei consigli di importanti città province e regioni».
L’adesione al documento dei diciannove consiglieri comunali genovesi non significa affatto che Pizio si consideri appagato per l’indubbio successo di questa prima raccolta firme: «L’impegno prosegue - conclude l’esponente di Forza Italia -. Anzi, si può dire che è appena all’inizio, anche se la data del referendum è vicinissima. Il nostro obiettivo è contribuire a sensibilizzare quante più persone possibile, e soprattutto a riflettere su un problema che non è non partitico, ma di pura coscienza».