Il Frosinone beffato rinvia ancora la festa interna

Il Piacenza vince 1-0 al Matusa con una punizione di Degano E sabato c’è la Juventus

Iachini batte Iaconi ma il Frosinone non esce comunque ridimensionato dalla sfida contro una delle candidate alla promozione. Al Matusa va in scena la settima di campionato, con i canarini galvanizzati dalle due ultime partite giocate (e vinte) in trasferta e un Piacenza alla ricerca dell’impresa corsara dopo più di un anno. E il pubblico ciociaro, generoso, risponde in maniera egregia sia per affluenza che per affiatamento con la squadra, visto che riesce a incitarla per tutto l’arco della gara. Anche quando va sotto, al 42’ del primo tempo, causa il gol capolavoro di Degano, che su punizione beffa l’esterrefatto portiere brasiliano Zappino. Si comincia col minuto di raccoglimento dedicato ad Alessandra Lisi, la ricercatrice di Pontecorvo, unica vittima della tragedia della metropolitana. Poi, dopo gli applausi e la commozione, il Frosinone parte a testa bassa alla ricerca di un successo casalingo che manca dall’11 giugno, quando nei play-off mandò al tappeto il Grosseto. Peccato che Di Nardo e Margiotta, innescati dal radar Lodi, vadano a cozzare costantemente con una difesa di categoria superiore, con Campagnaro e Miglionico che non sbagliano un intervento. Così, mentre Nocerino e Riccio macinano chilometri e Cacia tiene in apprensione la retroguardia gialloblù, si arriva al duplice fischio del signor Salvati (che nella ripresa verrà più volte beccato dal pubblico per qualche decisione) con i piacentini in vantaggio. Dopo l’intervallo, si riparte con Iaconi che inserisce l’argentino Rimoldi, uno che ha classe da vendere e potrebbe tranquillamente stare nella categoria superiore, e i laziali che avanzano il baricentro. Il solito Lodi tenta un paio di sortite con tiri dalla distanza che impensieriscono appena Coppola (giudicato uno dei giocatori più belli della serie cadetta), mentre super-Degano ci riprova, sempre su punizione, stavolta con Zappino che evita lo 0-2. Poi, a un respiro dalla fine, il sogno di dividere la posta dura una frazione di secondo, perché l’onnipresente Lodi manda alle stelle un pallone che avrebbe potuto comodamente piazzare nella porta biancorossa. Sabato la trasferta più proibitiva e attesa del campionato, in casa della Juventus, 6 vittorie e un pareggio nelle prime 7 tornate. C’è da sperare che la dea sia realmente bendata. E che l’arbitro, chiunque sia, faccia il suo dovere.