Frosinone Cittadella battuto: è salvezza

Missione compiuta: il Frosinone batte il Cittadella e si salva con una giornata d’anticipo, regalandosi così il quarto campionato consecutivo in serie B. Prima della partita, va raccontata però la grande festa scoppiata sugli spalti e in tutta la città subito dopo il triplice fischio di Giannoccaro di Lecce: giocatori chiamati più volte a festeggiare sotto la curva, e tornati in campo praticamente seminudi, caroselli di auto che sono andati avanti fino a tarda sera, in un tripudio di bandiere e sciarpe gialloblu che per molti versi ha ricordato il giorno della storica promozione in B. Probabilmente perché questa è stata la salvezza più sofferta, ma anche la più tenacemente voluta dai giocatori, dalla società, dal pubblico, anche e soprattutto quando il Frosinone era precipitato in classifica. La forza del gruppo, però, ha fatto il miracolo, assieme alla coerenza del presidente Maurizio Stirpe e del vice Arnaldo Zeppieri, che hanno continuato a dar fiducia al tecnico Piero Braglia e alla gran parte dei giocatori, anche quando le cose andavano male.
Prima di venire alla cronaca della partita, c’è però da registrare un’altra grande notizia: ieri sugli spalti del Matusa c’erano il sindaco e 50 abitanti di Fossa, uno dei Comuni abruzzesi più colpiti dal terremoto. E prima dell’incontro, il presidente del Frosinone ha donato al sindaco aquilano le chiavi di una casa nuova, subito costruita con gli incassi di queste ultime tre partite che la società ha devoluto allo scopo.
La partita. Il Frosinone si dispone col 3-5-2 e nella prima mezzora comanda il gioco. Al 27’ Eder va vicino al gol, con un bel tiro di sinistro che lambisce il palo alla destra di Pierobon. I veneti provano a pungere, ma solo De Gasperi è attivo, tanto che il Frosinone al 43’ ha ancora una palla-gol: sugli sviluppi di un angolo, la palla finisce al limite sui piedi di Biso, ma anche in questo caso la conclusione sfiora il palo. Nel secondo tempo, Braglia dà ancor più peso all’attacco e inserisce prima Dedic al posto di Tavares e poi passa alle tre punte, con Santoruvo per Cariello. Al 57’ è proprio Dedic a pungere ma Pierobon respinge. Al minuto 80 l’apoteosi canarina, frutto di una pressione costante: Biso batte una punizione dalla destra, pallone liftato che si incunea in area, dove spunta Nicolas Guidi che con un piattone fa secco Pierobon. La partita finisce qui.