Il Frosinone si coccola Eder, i suoi gol fanno già sognare

Dopo il bel pareggio di Parma, il Frosinone si riscopre bello di notte e, nel posticipo della sesta giornata di serie B, manda a tappeto l’Ancona, ben al di là del risultato finale di 1-0.
Dopo appena sei giornate, e soprattutto alla vigilia della doppia consecutiva trasferta a Brescia e Livorno, in casa canarina è già tempo di primi bilanci. Partito con il freno a mano tirato, con un nuovo allenatore digiuno di serie B e una squadra rivoluzionata con la perdita dei prezzi pregiati Lodi e Salvatore Bocchetti, il Frosinone ha sofferto molto nelle prime tre partite, con la miseria di un punto raccolto, ma poi è riuscito a invertire la rotta ed è subito risalito a quota 8, ovvero nella famosa «parte sinistra» della classifica, più vicina alle zone nobili che a quelle pericolose.
Ma il dato più rilevante è quello dei gioielli che ancora una volta la società può mettere in mostra, a partire dal brasiliano Eder, già capocannoniere con quattro gol. Arrivato a gennaio dello scorso anno in prestito dall’Empoli e tra lo scetticismo generale, anche per il suo fisico mingherlino, il ragazzo che somiglia come una goccia d’acqua a Kaka, ha saputo invece conquistare l’ambiente con tanti gol e un’innata simpatia, tanto che perfino un certo Carlos Dunga si è accorto di lui e lo ha convocato per la preolimpica brasiliana, in ballottaggio fino all’ultimo con Ronaldinho per andare in Cina.
Su Eder ora ci sono gli occhi puntati di qualche squadra di serie A (l’altra sera in tribuna al Matusa c’era anche un osservatore della Roma).
Un altro nazionale che a Frosinone è esploso è Zletko Dedic, serbo naturalizzato sloveno e che proprio con la Slovenia è addirittura in testa al suo girone per le qualificazioni ai prossimi campionati del mondo in Sudafrica. Suo, tra l’altro, il gol di tre settimane fa in Polonia. Proprio le partite per il girone mondiale hanno tenuto Dedic lontano da Frosinone nelle prime due partite, coincise - guarda caso - con il momento più nero dei «canarini». Anche lo sloveno potrebbe andare via a gennaio, ma è difficile che la società canarina si privi di due talenti contemporaneamente.
Nella multinazionale-Frosinone spicca pure quel Diogo Tavares, portoghese del Genoa, anche lui giovanissimo e subito inseritosi nei meccanismi di mister Baraglia.
La società ciociara ha, inoltre, deciso di scommettere forte su due under 21 austriaci, Elsneg e Gaucher, punti fermi della nazionale del loro Paese e che a Frosinone hanno già portato la squadra Primavera a suon di gol alla qualificazione in Coppa Italia.
Insomma, al suo terzo campionato consecutivo di serie B, a Frosinone nessuno si lascia andare a voli pindarici, però lo stadio «Matusa» è sempre un catino ribollente di entusiasmo e sogni. Proprio come appena cinque anni fa, nell’anonimo campionato di serie C2, anche la B sembrava un sogno. Sembrava.