Un Frosinone sottotono stecca la prima

Emiliano Leonardi

Comincia con una sconfitta lo storico primo torneo fra i cadetti del Frosinone, ma, come veniva sussurrato in tempo di guerra, ai canarini «è mancata la fortuna, non il valore». Perché ieri pomeriggio gli uomini di Ivo Iaconi hanno combattuto palla su palla, cercando di respingere ogni tentativo di assalto della Triestina.
Solamente un fortunoso gol segnato in apertura di ripresa da Rossetti e la successiva espulsione di Cannarsa (reo di aver mandato al tappeto Lima) hanno indirizzato un match comunque scialbo (e che presumibilmente si sarebbe chiuso sullo zero a zero) a favore dei giuliani, che hanno così rimontato il punto di penalizzazione decretato dalla giustizia sportiva e che ora sono a quota 2 in classifica.
Ma tutto sommato c’è poca differenza fra loro e i ciociari, che con un briciolo di esperienza (e forse anche di cattiveria agonistica) avrebbero agguantato il primo punto della stagione 2006/2007. Poco male, il campionato è ancora molto lungo, e il pareggio esterno della Juventus la dice lunga su quanto sia complicata questa serie B piena di squadroni.
Dunque, riflettori puntati su uno degli stadi più belli d’Italia, il «Nereo Rocco», per l’esordio dei laziali nel calcio che conta. E a guardar bene i risvolti di una partita a tratti noiosa, non è stata male l’ouverture per quella che gli addetti ai lavori, esperti di pendolini e quant’altro, hanno decretato da subito come la «Cenerentola» della cadetteria e che invece, ieri, ha dimostrato ampiamente di essere squadra con gli attributi. Merito soprattutto del carismatico tecnico della promozione, capace di mettere in campo una formazione che ha tenuto testa alla Triestina di Andrea Agostinelli, ex centrocampista della Lazio, che ieri pomeriggio avrà vissuto la sfida contro i canarini di Ciociaria quasi come un derby.
Sugli scudi Chiodini, che nel finale di gara ha salvato il risultato un paio di volte quando i suoi stavano cominciando a spingersi in avanti alla ricerca dell’«x» finale, ma comunque nessuno può (né deve) essere bocciato dopo i primi novanta minuti del torneo cadetto più difficile della sua storia.
Nella conferenza stampa prima della trasferta triestina Iaconi aveva sottolineato un sintomatico «siamo pronti per la serie B». Ieri ha dimostrato di non essersi sbagliato.
Ma sabato prossimo contro l’Arezzo, in casa, servirà dimostrare questo valore. Perché è pur vero che la classifica è ancora corta, ma è altrettanto credibile che una vittoria allontanerebbe l’ipotesi-sfortuna dalle considerazioni. Arginare gli amaranto allenati dall’ex bianconero Antonio Conte (che in classifica sono a -5 dopo il pareggio ottenuto in casa contro il Mantova) sarebbe una bella iniezione di fiducia senza eguali.