Frosinone, stadio troppo vecchio Lo mettono all’asta su internet

I lavori per il nuovo impianto incompiuti da 17 anni E intanto quello attuale finisce all’asta su eBay

da Frosinone

Da queste parti lo stadio lo chiamano tutti «Matusa». E non è il cognome di una gloria calcistica locale. È proprio l’abbreviazione di Matusalemme: e basta un’occhiata alla struttura in cui il Frosinone calcio potrebbe essere chiamato l’anno prossimo a giocare il «campionato più bello del mondo» per capire il soprannome.
Eppure un altro impianto sportivo all’avanguardia nel capoluogo ciociaro c’è già, ma non è mai entrato in funzione. La storia del «Casaleno», così si chiamerà, se mai aprirà le sue porte, è una delle più assurde tra le vicende di opere incompiute di cui l’Italia è ricca. Eppure l’affaire poteva restare in ambito locale, rimasticato ogni lunedì al bar sport dai tifosi gialloblù, che ormai ne parlano come di una leggenda metropolitana, poi buttano giù uno sgroppino pensando ai gol del bomber Lodi e dimenticano la rabbia per lo stadio che non c’è e che potrebbe costargli l’agognata serie A.
Da qualche giorno però il caso ha varcato i confini cittadini e sta facendo discutere su Internet. Grazie all’iniziativa di un tifoso inferocito e creativo, che ha pubblicato su eBay una curiosa inserzione: «Vendesi stadio comunale di Frosinone». Il venditore offre anche una improbabile «Spedizione gratis in tutta Italia». Una provocazione d’accordo, ma abbastanza ingegnosa da finire segnalata nella home page di «eBay» il sito d’aste on line più cliccato del mondo. Ed ecco che la storia scomoda del «Casaleno», torna a far discutere.
Una storia esemplare, di un nuovo stadio a Frosinone si parla da quarant'anni, quando la squadra vivacchiava tra la serie D e la C. Ma è con i fondi per i mondiali di «Italia '90» che il sogno pare destinato a diventare realtà. Viene individuata un’area alla periferia della città, disingolfando così il centro dal caos che si ripete a ogni partita casalinga.
Il piano prevede un pacchetto di opere poi realizzato. Ed ecco perché quando viene tirata su la tribuna, i tifosi dei «canarini» ciociari cominciano a crederci davvero. Si favoleggia già di un impianto che cancellerà l’Olimpico, farà arrossire di vergogna San Siro. E stando al progetto qualcosa di vero ci sarebbe, visto che i progettisti, gli architetti olandesi Zwarts e Torsing, hanno sfornato idee all’avanguardia. Spunta anche il campo, ma è l’ultimo atto, poi i lavori si fermano e il manto erboso diventerà uno spazio buono al massimo per allenarsi, stando attenti alle gibbosità per non rimetterci i garretti.
Dal ’90 ad oggi, dopo la costruzione di quell'unica tribuna, lo stadio è rimasta un’incompiuta, bloccata da veti ambientalisti. E con la beffa di un project financing di privati già pronto. Che la giunta di centrosinistra vuole però ridiscutere. Per cui se tutto va bene se ne riparlerà nel 2009.
L’eventuale acquirente del «Matusa» dunque avrà tutto il tempo per far fruttare l’investimento.