Frustalupi, il vice Mazzarri che ha stracciato il vice Mou

Se Nicolò Frustalupi potrà annotare nel libro dei ricordi la serata del San Paolo, lo dovrà a quell’incontro di 10 anni fa a Pistoia. Nicolò, nel club arancione dove papà Mario aveva concluso la sua carriera, aiutava l’addetto al marketing e curava il giornale ufficiale del club, distribuito la domenica allo stadio. Ma il giovanotto 35enne dai lineamenti gentili, genovese di nascita e pistoiese di adozione, diplomato geometra, voleva vivere il campo da tecnico. E un giorno incontra Walter Mazzarri, chiamato alla guida della squadra toscana impegnata nel campionato di C1. Così cambia la sua vita: inizia come osservatore per l’Italia e all’estero quando il tecnico di San Vincenzo viene chiamato al capezzale della Reggina nel 2004, poi si trasferisce alla Sampdoria acquisendo un ruolo sempre più importante nello staff tecnico fino a diventare vice nel momento in cui Mazzarri siede sulla panchina del Napoli.
La passione per il calcio di Nicolò nasce sulla scia della carriera del padre. «Un po’ volevo emularlo, un po’ mi piaceva giocare, ma non ero alla sua altezza, lui calciava benissimo con tutti e due i piedi», confessò tempo fa in un’intervista. Aveva iniziato a 6 anni, appende le scarpette al chiodo a 24 per un infortunio. Nel mezzo le stagioni al Riccione, al Poggibonsi e alla Pistoiese nel ruolo di regista ma la sua carriera si ferma ai dilettanti. La collaborazione con Mazzarri affina il suo vero talento, quello di «tattico». È lui che al Napoli è deputato a scoprire i difetti degli avversari (passa ore e ore davanti alla tv), ma aiuta anche a coadiuvare il lavoro sul campo. In pratica quello che Villas Boas (il tecnico del Chelsea che martedì sera ha battuto) faceva con Josè Mourinho.
Ma Nicolò segue anche la fase difensiva del gruppo partenopeo negli allenamenti e svolge un lavoro certosino sui calci piazzati. Ed è l’unico, insieme a Mazzarri, a poter toccare la cosiddetta «cartellina magica» sulla quale si annotano gli accorgimenti tattici per cambiare volto alle partite. Ora è diventato pure un talismano: in tre occasioni da primo allenatore sulla panchina (cinque se consideriamo anche le parti finali delle sfide di Firenze e Villarreal quando Mazzarri fu espulso), altrettante vittorie: l’1-0 alla Steaua Bucarest in Europa League del dicembre 2010, il 3-1 a Parma nello scorso campionato e il 3-1 di martedì.
Scaramanzia a parte, lo stesso Mazzarri ha mostrato piena fiducia nei confronti del suo vice, che vuole sempre a fianco a sé anche in treno e in aereo nelle trasferte della squadra: «Offre ampie garanzie, con lui i ragazzi sanno cosa fare e forse a livello tattico è anche più bravo di me», l’investitura del tecnico livornese alla vigilia di Napoli-Chelsea. E Nicolò, nella serata di gala in panchina, non si è mai scomposto. Come non dovrà fare il 14 marzo a Stamford Bridge, dove potrà impreziosire il libro dei ricordi con l’impresa più bella.

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