Fs, utili ad alta velocità. Ma arriva la concorrenza

Il bilancio 2010 chiude con 130 milioni di utili (più 139%): è il terzo anno consecutivo di risultati positivi, ma per l’ad Moretti è anche l’ultimo senza veri concorrenti: da dicembre partono i treni di Ntv. Ricavi a 8 miliardi e costi in diminuzione

Mauro Moretti sarà probabilmente ricordato come il risanatore delle Ferrovie dello Stato, un’impresa che per molti decenni era sembrata impossibile. I tempi, evidentemente, sono cambiati, e il bilancio 2010 del gruppo Fs varato ieri dal consiglio di amministrazione, registra un utile in crescita per il terzo anno consecutivo, derivante da risultati ordinari e non straordinari. Ricordiamo che la holding, di cui Moretti dal 2006 è amministratore delegato, è posseduta al 100% dal ministero del Tesoro, e a sua volta controlla al 100% Trenitalia, passeggeri e merci, e Rfi, la società dell’infrastruttura.
L’utile netto del gruppo è di 129 milioni, più 139% sul 2009. L’Ebitda supera 1,6 miliardi, pari al 20,6% dei ricavi operativi, che per la prima volta oltrepassano gli 8 miliardi di euro (erano 6,7 alla fine del 2006). Per effetto dell’adozione (volontaria) dei criteri contabili Ias, i dati non sono immediatamente confrontabili con quelli degli scorsi anni (quando i ricavi delle vendite e delle prestazioni erano di 6,2 miliardi e il valore totale della produzione era di 9,6 miliardi). Dei ricavi, oltre alle vendite dei biglietti, circa 1,9 miliardi proviene dai contratti con le Regioni per l’esercizio del trasporto pubblico locale e circa 540 milioni derivano dal contratto di servizio con lo Stato, entrambe voci in lieve incremento.
Parte significativa del successo economico del 2010 proviene dall’Alta velocità, che tuttavia non ha un conto economico separato e confluisce nel bilancio di Trenitalia: l’utile netto di quest’ultima è stato nel 2010 di 73 milioni, 56 in più del 2009. L’altra controllata, Rfi (che è proprietaria delle stazioni, dei binari e di quant’altro sia riferibile all’infrastruttura ferroviaria) ha visto a sua volta passare il proprio risultato netto da 9 a 92 milioni.
I brillanti risultati del gruppo scontano tuttavia una situazione che appare in rapida trasformazione: le Ferrovie agiscono tuttora in una condizione di sostanziale monopolio. E Moretti ne è, legittimamente, uno strenuo difensore dagli attacchi di operatori stranieri e nazionali, pubblici e privati. Ma le pressioni della concorrenza si moltiplicano e il baluardo delle Fs prima o poi s’incrinerà: è ragionevole dunque pensare che i risultati dei prossimi anni si adatteranno ai nuovi scenari.
Per fare l’esempio più noto, la società per l’Alta velocità presieduta da Luca di Montezemolo, Ntv, comincerà a operare nel dicembre di quest’anno, e quindi dal 2012 si comincerà a vedere se ci sarà un impatto sul bilancio delle Fs. Tra circa un mese, a metà giugno, sarà presentato il nuovo piano industriale delle Fs 2011-2015, e sarà interessante capire quali previsioni conterrà. Secondo indiscrezioni di buona fonte, non confermate dal gruppo, i calcoli delle Fs vedrebbero, a regime, Ntv con una quota del 20-25% nel mercato dell’Alta velocità.
Il mercato ferroviario deve comunque ancora maturare anche dal punto di vista normativo: attualmente infatti molte delle regole alla concorrenza vengono dettate da Rfi, che non è un organo indipendente ma una società del gruppo Fs. Moretti lavora su due fronti: difendere le posizioni in Italia ed espandersi quanto più possibile all’estero per porre in tempo le giuste pedine del Risiko. Nel 2010 le Fs hanno acquistato un operatore tedesco di trasporto locale e costituito in Francia una joint-venture con Veolia. Ma il Tgv da Parigi arriva in Italia, mentre il Frecciarossa non vede ancora la Tour Eiffel.