Fu l’unico che aiutò una madre nel bisogno

Maria Grazia Bertola* Caro Direttore, poiché nella sventurata vicenda che Lei può intuire da quanto scrivo Rinaldo Magnani si è dimostrato la sola persona «umana» che ha manifestato interesse e rammarico per il fatto luttuoso che 25 (venticinque!) anni fa ha colpito una giovane famiglia e che si trascina tuttora in fase di appello proposto dalla controparte, Le sarò grata se vorrà pubblicare quanto scrivo, perché spesso i gesti che sembrano piccoli e insignificanti qualificano una persona ben più delle cariche e delle prebende. A posteriori Magnani mi telefonò manifestando disappunto per la mancata soluzione, contestata da terzi, ma ciò che conta e resta fermo è il suo interessamento, che lo scorso anno ha trovato conforto in una pronuncia giudiziaria a noi favorevole. L'improvvisa scomparsa di Rinaldo Magnani riporta infatti alla mia mente un episodio che merita considerazione e rispetto. Per anni - e non ne dico il numero perché specchio quasi incredibile della durata delle vertenze giudiziarie - ho assistito una famiglia gravemente colpita dalla morte per infortunio sul lavoro (evitabile con un po’ di attenzione degli organi preposti) del giovane genitore che ha lasciato la giovane moglie e due bambini in tenera età: in tanta sventura, e malgrado assurde e infondate difese negatorie di responsabilità dell’Ente preposto l’unica e sola parola volta a raggiungere una onesta soluzione risarcitoria in favore della famiglia tanto colpita è stata spesa dal Presidente Rinaldo Magnani al quale mi ero rivolta, e del quale conservo tuttora la lettera che suggeriva ai suoi sottoposti una immediata soluzione del caso. Questo non ha potuto avvenire per le defatigatorie difese frapposte, e sino ad oggi la vertenza non è conclusa totalmente perché la giusta sentenza che avrebbe soddisfatto economicamente - non certo moralmente - le ansie e i dolori della famiglia è stata anche appellata, per vero in modo assai generico e poco attendibile! Onore quindi a Rinaldo Magnani che, Presidente del caposaldo cittadino dell’attività portuale, ha saputo dimostrare sensibilità, comprensione, onestà imprenditoriale e rispetto della giustizia e del sacrificio altrui, qualità che rimangono a suo merito anche se non sono state poi altrettanto onorate dai suoi successori, che insistitono nel negare, quasi per partito preso, i diritti acquisiti degli eredi e le proprie indiscutibili responsabilità *Avvocato