"Fu omicidio volontario": dieci anni per il pirata

A Roma sentenza storica, l’investitore condannato per aver investito e
ucciso due fidanzati Il 22 maggio scorso Stefano Lucidi bruciò un
semaforo rosso e travolse con l’auto uno scooter

Roma - Per la prima volta in Italia, in un caso di incidente stradale viene configurato il reato di omicidio volontario. Ad introdurre questa novità nella giurisprudenza ci ha pensato ieri il gup Marina Finiti condannando con il rito abbreviato a dieci anni, appunto per omicidio volontario, il pirata della strada che lo scorso 22 maggio, a Roma, uccise due fidanzati che attraversavano un incrocio in scooter. Non fu un incidente qualunque. Quella sera Stefano Lucidi, 34 anni, guidava una Mercedes C220 nonostante avesse la patente sospesa dal 2001 per essere stato sorpreso al volante sotto effetto di stupefacenti. Accanto c’era la fidanzata dell’epoca, Valentina Giordano, figlia dell’ex bomber della Lazio Bruno, con la quale aveva appena litigato. La stava riportando a casa. A tutto gas. Su una strada a scorrimento veloce come via Nomentana, in pieno centro città, superò decine di veicoli fermi al semaforo rosso e non frenò neppure quando si trovò davanti il motorino di Alessio Giuliani, 23 anni, e Flaminia Giordani, 22 anni. La sua corsa proseguì, nonostante lo scontro violentissimo, fino ad una carrozzeria, davanti alla quale abbandonò l’auto. Raggiunto al telefonino da un agente Lucidi decise di costituirsi. Da allora non è mai uscito dal carcere. Il pm Carlo Lasperanza ipotizzò fin da subito il duplice omicidio volontario con dolo eventuale ed omissione di soccorso, con l’aggravante della guida senza patente e del passaggio ad un semaforo rosso ad alta velocità. Anche se il giovane era detenuto per omicidio colposo plurimo con previsione dell’evento dopo che un altro gip aveva contestato tale reato nell’ordinanza di custodia cautelare. Il pm Carlo Lasperanza, però, non si è tirato indietro. E ha insistito chiedendo la condanna per omicidio volontario con dolo eventuale a 14 anni di carcere: passando col rosso a quella velocità in un centro abitato, Lucidi ha accettato il prevedibile rischio di scontrarsi con altri veicoli e di ferire o uccidere qualcuno.

L’impostazione dell’accusa, questa volta, ha retto. Il gip ha anche disposto per l’imputato l’interdizione dai pubblici uffici e stabilito che il risarcimento dei danni venna liquidato in separata sede. Si è riservato, invece, sulla richiesta di concessione degli arresti domiciliari. Il pm Lasperanza è lo stesso magistrato che ha sostenuto l’accusa nel processo per la morte di Marta Russo e il reato per il quale è stato condannato il pirata della strada è lo stesso ipotizzato allora nei confronti di Giovanni Scattone e Salvatore Ferraro. «Sono sempre stato convinto - dice il pm - che nel nostro ordinamento esiste il dolo eventuale, ora anche un giudice ha concordato con questa mia convinzione». Angela Giuliani, la mamma di Alessio, accoglie la sentenza tra le lacrime: «Un pizzico di giustizia è stato fatto da una donna che, oltre a esser rispettosa delle leggi, è degna di essere chiamata tale. Forse solo una donna poteva».

Soddisfatta anche Teresa, la madre di Flaminia: «Sono felice perché è una giustizia forte fatta da una donna». «È la prima volta - commenta l’avvocato di parte civile, Francesco Caroleo Grimaldi - che viene riconosciuto l’omicidio volontario in un caso come questo. Dedichiamo questa sentenza, questa vittoria, a tutti i ragazzi che hanno perso la vita come Flaminia e Alessio e che non hanno avuto giustizia». Per l’avvocato Basilio Fiore, legale di Lucidi, «è una decisione in contraddizione con la giurisprudenza di legittimità, che difficilmente potrà resistere al vaglio del giudice d’appello». Durante l’udienza Lucidi aveva preso la parola: «Provo dolore e rimorso. Scrissi una lettera ai familiari che diedi al mio legale. Ero convinto di superare quell’incrocio perché conosco perfettamente quanto è largo e avevo l’assoluta certezza di passare indenne. E quando ho attraversato il semaforo era giallo».
«Con la condanna di Lucidi a dieci anni per omicidio volontario è stata resa giustizia ai giovani morti», ha commentato il sindaco di Roma Gianni Alemanno.