Fu il «pacifista» Abu Mazen a finanziare la strage

Da una parte Ariel Sharon, dall’altra Abu Mazen. Da una parte l’attuale Primo ministro israeliano, regista della caccia ai terroristi di Monaco, dall’altra l’attuale presidente dell’Autorità Nazionale Palestinese, finanziatore dell’operazione di morte nel settembre ’72. A spiegare il ruolo di Mahmoud Abbas, ovvero Abu Mazen, a lungo tesoriere dell’Olp, è stato Abu Daoud, leader di Settembre nero e organizzatore della strage di Monaco, in un’autobiografia pubblicata in Francia nel 1999 (Palestine: from Jerusalem to Munich), versione poi ribadita in un’intervista a Sport Illustrated del 2003. Nel libro scrive che «sebbene non conoscesse l’uso che ne sarebbe stato fatto, Abu Mazen fu responsabile del finanziamento dell’attacco a Monaco». Il procuratore israeliano Nitsana Darshan-Leitner, direttore del Centro Legislativo Israeliano Shurat Hadin, ha recentemente riaperto il caso: «Vi pare logico che il tesoriere di Fatah non sapesse a cosa sarebbero serviti i soldi che stava sborsando? Tutti sapevano che Black September era il fronte terroristico di Fatah». Darshan-Leitner ha scritto al presidente Bush e al cancelliere tedesco Schroeder, invocando un’inchiesta sul ruolo di Abu Mazen nell’attacco alle Olimpiadi di Monaco. In un’altra intervista, Abu Daoud ha ammesso che Black September era semplicemente un nome di copertura usato dai membri di Fatah quando volevano compiere attacchi terroristici. Ricordando che, quando organizzò l’attacco di Monaco, sia Arafat che Abu Mazen gli augurarono buona fortuna e lo baciarono.