Come fu tradita un’idea

Nell’introduzione a Vent'anni e un giorno, insieme diario e analisi delle proprie idee politiche (Garzanti, 1977), lo stesso Bottai chiarisce e ribadisce la sua posizione antitotalitaria:
«Il partito unico correva il rischio di perdere ogni movenza dialettica nel totalitarismo, che portando l’istanza dell’unità ai suoi limiti estremi, e spesso valicandoli accentra e concentra poteri, funzioni, compiti negli organi d’amministrazione e di comando, in un progressivo impoverimento e annichilimento d’iniziative dal basso. Il che è avvenuto». (pagina 42)
«Invece del corporativismo, con la sua esigenza d’organizzazione molteplice e snodata di categorie, avemmo il “totalitarismo”, furiosamente accentrato: monolitico. Tutto d’un pezzo. (...) Dove si diceva “fascista” o “corporativo”, si cominciò a dire “totalitario”, senza che ci si rendesse conto di quanto la nuova definizione comportasse di rinuncia ideologica e di pratico deviamento dall’originaria qualità associativa del moto». (pagina 55)