La fucina della risata

L’importanza dei vivai. È un tormentone del mondo del calcio ma vale anche per la dura e competitiva arte della risata. C’è bisogno di vivai per i comici, spazi dove guardare in faccia un pubblico vero. E siccome di locali non ce ne sono più come un tempo, e la tv generalista impone tempi troppo «pettinati», ecco spuntare un territorio amico, una piazza satellitare che di nome fa Comedy Central e che dal 2004 si è guadagnata un discreto spazio nel bouquet Sky. Oggi Comedy Central fa ridere quasi sei milioni e mezzo di persone al mese e cerca in anticipo, con un pizzico di snobismo, di ridere oggi alle risate di domani. Vale a dire, veder crescere quei comici che saranno i volti celebri del prossimo futuro. Il nuovo palinsesto del canale targato MTV Italia (122 su Sky) è stato presentato ieri al Franco Parenti di Milano, scelta logistica non casuale per spiegare le proprie intenzioni da palcoscenico: i primi mesi del 2011 saranno presi per mano, da quelli di Comedy Central, con la consueta astuta arma, e cioè un mix di produzioni italiane e alcune serie tv storiche americane.
Ma è la proposta tricolore il piatto forte: due programmi su tutti si faranno trampolino di lancio delle star comiche di domani: Container (dal 12 gennaio ogni mercoledì in prima serata), condotto da Gabriele Cirilli, e Central Station (dal 10 febbraio, ogni giovedì in prima serata), guidato dal collega bergamasco Omar Fantini. Da queste due piazze sono attesi infatti non meno di una trentina di volti comici nuovi, in via di selezione da casting in laboratori e per questo non ancora del tutto ufficiali. «Nel mio Container - spiega Cirilli - c’è di tutto: una contaminazione di stili che va dal demenziale al surreale, passando per parodia e satira. Tutta comicità che nasce da autori che scrivono per il personaggio e non per sé stessi: l’autore deve essere un sarto per il comico. Ricci? No lui scrive per sé stesso, e difatti i suoi comici leggono tutto, e si vede. É altra cosa, però, rispetto al cabaret». Qualche nome più noto Cirilli lo snocciola: «Davide Paniate che fa l’inviato del tg col tic dell’indagine poliziesca, Alessandro Betti interpreta un cuoco tignoso nel non voler rivelare le proprie ricette in tv, oltre a dare volto al cittadino incazzoso, contrario a ogni opera tipo Tav e Mose, Gigi Rock si traveste da Lady Gaga».
E rock è la parola d’ordine di Omar Fantini: «Se Zelig è l’elegantone da prima serata che deve piacere alle famiglie, e Colorado è più pop e diverte i bambini, Central Station è rock: ha più ombre e nessuna censura sul linguaggio. Qui c’è più libertà dai legami della tv generalista. C’è lo spirito del cabaret originale, insomma».