In fuga dalle tristezze dei grill

Paolo Marchi

Un paio di settimane ancora e nelle librerie avremo la seconda edizione di una delle guide più intelligenti in circolazione, guida che non si deve affatto a un critico, a un rivista o a un editore, insomma a chi per professione scrive di gola, bensì a tre fratelli enotecari: Giovanni, Osvaldo e Paola Longo. Loro sono i titolari a San Giorgio su Legnano, a nord di Milano, di Longo, un mondo di specialità, enoteca leader per la regalistica aziendale, telefono 0331.402194, www.longospeciality.it, e il loro gioiellino guidaiolo è Fuori Casello, «guida a oltre 300 locali sicuri per mangiare bene a 5 minuti dall’uscita autostradale», con testi di Josè Pellegrini e Davide Di Corato.
Tutto ebbe inizio un paio di anni fa grazie a una considerazione comune a milioni di persone nel mondo che mentre sono in viaggio si chiedono dove potersi fermare per gustare un buon boccone, evitando con cura di sostare in un grill autostradale, dove di sicuro nessuno ti avvelena ma dove è anche vero che le emozioni stanno a zero. I Longo però, a differenza di tutti gli altri, invece di chiedere lì per lì a un amico per telefonino o al casellante o di arrendersi al Camogli, sono andati oltre e hanno pensato a una pubblicazione che raccogliesse questo e quel suggerimento.
All’apparenza è una cosa che tanti potrebbero fare, ma se nessuno l’aveva mai scritta prima è perché c’è un grosso problema di sostanza. Non si tratta infatti di scopiazzare qua e là, rintracciando insegne in angoli e città che sulla cartina risultano vicine a un casello. Ha detto Giovanni Longo: «Tutti sono potenzialmente capaci di copiare la Michelin o di navigare in internet, ma non vi troveranno mai la risposta alla domanda principale: quanto tempo perdo?».
Sì, perché chi sta viaggiando in autostrada vuole prima di ogni altra cosa arrivare presto e bene a destinazione, e meno si perde tempo e meglio è. Questo spiega il successo delle mense nelle stazioni di servizio, a meno che qualcuno non ti garantisca che entro pochi minuti sarai attovagliato in un valido indirizzo e in meno di un’ora sfamato e ripartito. Fuori Casello assolve a questo compito: farti mangiare bene (le varie cucine guardano più alla tradizione che non alla creatività, non ci si chiede ma cosa c’è qui?, tutto è noto), a un prezzo che non speventa e in tempi ragionevolmente contenuti, tra la mezzora e i tre quarti d’ora. Ha scritto Gianni Mura su Repubblica: «In teoria dovremmo arricciare il pelo davanti a una guida che riporta il tempo da passare a tavola, in pratica facciamo i complimenti ai fratelli Longo», perché grazie alla loro idea migliorano la nefasta pausa pranzo autostradale.
Nella realizzazione, rigorosamente priva di voti, hanno coinvolto produttori di vino, gastronomi, forza vendita, golosoni sparsi per l’Italia intera, insomma persone che si spostano o che conoscono la zona dove vivono o lavorano e sono in grado di indicare il posto migliore a cinque minuti da un casello (e non il migliore in assoluto, ma magari scomodo da raggiungere).
Il successo della prima edizione è stato tale, qualcosa come 280mila copie, che non solo sta per essere stampata la seconda (che riporterà il grande il turno di chiusura di ogni posto, sempre per non far perdere tempo inutilmente), ma i fratelloni hanno deciso di cambiare ragione sociale alla loro attività, fondata nell’83, diventando anche editori. E, rispetto alla prima, venduta tramite internet o catalogo, la nuova sarà anche nelle librerie, più ricca. In Italia i caselli sono un migliaio, i Longo ne hanno valorizzati un terzo, passando nell’aggiornamento da 306 a 330 (compresa la Salerno-Reggio Calabria che non sarà classificata come autostrada ma che a un’autostrada si avvicina molto). Qui di seguito dodici suggerimenti lungo le principali di vie, non è assolutamente un elenco di oscar, giusto una dozzina di consigli utili anche per verificare l’affidabilità del libro.
Milano-Trieste: siamo sulla A4 (parentesi: personalmente fulminerei chi sulle varie onde verdi radio parla di traffico citando solo la sigla, senza aggiungere il nome per esteso, ben più chiaro), siamo in Veneto e a Padova Est merita una sosta il Dotto di Campagna a Padova, dotato anche di seggioloni per bambini.
Modena-Brennero: dall’Emilia fino al confine con l’Austria con ottimi bocconi e grande atmosfera all’Elephant di Bressanone. Tra piani, la Stube dei 12 apostoli è un omaggio a un ospite illustre: papa Benedetto XVI.
Milano-Torino: come autostrada è una vergogna, però che ospitalità all’Osteria di Bolocco nel Vercellese.
Genova-Roma: Sarzana è un punto strategico anche per chi arriva da Parma. Fermarsi alla Cantina Gabarda. Attenti: la cucina non è né ligure né toscana, bensì emiliana.
Milano-Bologna: gran pasta fresca e freschi Lambrusco alla Trattoria dai Sibani a Fidenza.
Firenze-Roma: la sosta consigliata è nell’Aretino, Da Domenico a Monte San Savino, cucina semplice di terra e di mare.
Firenze-Pisa: stop acquolinoso per il pesce del Forino a Capannori in Lucchesia.
Roma-Napoli: c’è anche un menu vegetariano a Villa Euchelia, stop goloso a Castrocielo (Frosinone). E per i baby un parco.
Bologna-Pescara: uscire a Senigallia (Ancona) per i salumi di pesce e le scatolette di Anikò, la salumeria ittica di Moreno Cedroni.
Napoli-Salerno: il sole e il mare di Vietri e i bocconi al Sapore di mare. Strano ma vero: i coperti sono in numero dispari, 39.
Salerno-Reggio Calabria: sul lungomare di Falerna (Cosenza) ecco il Pirata. Non solo pesce.
Palermo-Catania: La Muciara Nello el Greco. L’eleganza è rustica, il mare è di fronte.