La fuga dal dollaro spinge i metalli

Si chiude una settimana dominata dal netto calo del dollaro. Fatto che ha subito rilanciato il comparto metalli. Tra quelli preziosi, l’oro ha segnato il fixing a 639,50 dollari, livelli che non si vedevano dalla metà di agosto. Stessa musica per l’argento, con prezzi a 13,36 dollari l’oncia, il picco degli ultimi sette mesi. Un copione analogo per il rame, i cui prezzi a tre mesi hanno superato la soglia psicologica dei 7mila dollari. I nuovi minimi del dollaro sullo yuan alimentano intanto le speranze sulla tenuta delle importazioni cinesi di rame. Robusto rimbalzo del greggio, le quotazioni future sono tornate a 60 dollari il barile. La spinta è giunta dalle ricoperture e dai problemi dell’Eni con i ribelli nigeriani: la compagnia italiana è stata costretta a fermare la produzione di greggio in uno dei suoi impianti off-shore.