La fuga in Egitto di Luca Giordano si ferma a Palazzo Lomellino

Sarà Palazzo Lomellino di Strada Nuova a ospitare un'altra opera inedita di Luca Giordano, recentemente scoperta a Genova e attribuita al pittore barocco. Il quadro, accuratamente restaurato, viene esposto per la prima volta al pubblico in occasione della mostra «Luca Giordano a Palazzo Lomellino» - promossa e organizzata in collaborazione con il Museo di Capodimonte - da oggi fino al 31 maggio. L'opera, un olio su tela raffigurante una «Fuga in Egitto», è stata riconosciuta come appartenente alla fase giovanile di Luca Giordano da Nicola Spinosa, soprintendente per i Beni Artistici di Napoli e curatore della mostra stessa.
Il sovrintendente ha collocato il quadro, mai citato da fonti antiche o da documenti d'archivio tra gli anni cinquanta e sessanta del Seicento, periodo in cui l'artista raggiunse l'apice della fama. Il soggetto illustrato - relativo alla fuga cui furono costretti Maria e Giuseppe con Gesù appena nato a seguito dell'Editto di Erode il Grande, re d'Israele, che venuto a conoscenza della nascita di un bambino, che sarebbe diventato il nuovo re dei Giudei, decise di fare uccidere tutti i maschi nati - è tratto dai Vangeli ed è frequente in tutta la lunga tradizione iconografica del Cristianesimo, prima e soprattutto dopo il Concilio di Trento.
E per rendere omaggio all'artista napoletano, la cui fama a Genova era consolidata e testimoniata dalla presenza di diverse sue opere nelle più importanti quadrerie aristocratiche, Palazzo Lomellino di via Garibaldi diventa così il punto di partenza per un percorso tra i musei della città che ospitano alcune sue tele.
«Il ritrovamento di quest'opera ha ispirato l'esposizione - spiega Farida Simonetta direttrice della Galleria Spinola -. E per l'evento, si realizza una straordinaria forma di collaborazione con un soggetto privato genovese che valorizza il collezionismo d'arte e il Museo di Capodimonte, che ha eccezionalmente concesso in prestito alla storica dimora di Palazzo Lomellino tre opere dell'artista "Santa Lucia condotta al martirio", "Diana saetta Niobe" e "Galatea e Poliremo". Il tutto rappresenta un significativo frammento dell'immensa produzione, che ha reso il pittore uno dei protagonisti del Barocco italiano ed europeo».
La Galleria Nazionale di Palazzo Spinola espone infatti l'«Allegoria della Pace» e in via eccezionale l'opera «Fuga di Enea da Troia» restaurata grazie al contributo del Fai Liguria. Si tratta di una maestosa opera che ornava in antico il Palazzo degli Spinola di via Luccoli prima di essere trasferito nella residenza di San Michele di Pagana. La tela è esposta nel Palazzo di Pellicceria fino al 24 maggio nell'ambito della mostra organizzata in occasione dei cinquant'anni della donazione da parte dei marchesi Franco e Paolo Spinola della dimora allo Stato Italiano.
Farà parte del percorso anche il museo di Palazzo Reale con i dipinti «Clorinda salva Olindo e Sofronia dal rogo», «Lotta tra Perseo e Fineco», e la «Crocifissione con la Vergine, Maddalena e San Giovanni».
Orari della mostra: 15-18 da martedì a venerdì; 10-18 sabato e domenica. Biglietti: intero 5 euro, ridotto 4 euro; cumulativo: Palazzo Lomellino, Palazzo Reale e Palazzo Spinola 10.50 euro