Fuga eroica del danese Rasmussen

Voleva punti per la maglia a «pois» di miglior scalatore del Tour e lungo la strada ha trovato una vittoria di tappa e per poco non veste la maglia gialla. Michael Rasmussen, trentunenne danese della Rabobank, con un passato nel mountain bike (nel 1999 è stato anche Campione del Mondo, ndr) scappato dopo soli 6 chilometri di corsa – all’inizio in compagnia di Dario David Cioni, il toscano della Liquigas – e residente a Castelnuovo sul Garda (Verona), ha colto ieri il quinto successo da professionista con una corsa d’attacco di assoluto valore tecnico. Ha tagliato il traguardo in lacrime, a metà tra la fatica e la gioia immensa.
Alle sue spalle il francese Cristophe Moreau (Crédit Agricole) e il tedesco Jens Voigt (Csc) hanno chiuso secondo e terzo a 3’04” dal vincitore. Ben più lontano il gruppo dei migliori, regolato dall’australiano Stuart O’Grady (Cofidis) a 6’04”. Abbastanza perché Armstrong, alla vigilia del primo giorno di riposo (oggi il Tour si ferma a Grenoble, ai piedi delle montagne) che sarà seguito dal primo arrivo in salita sulle Alpi (a Courchevel, domani, 192 km di passione), lasci la maglia gialla sulle spalle proprio di Voigt, compagno di squadra di Ivan Basso nella Csc che al mattimo aveva perso l’ex maglia gialla Zabriskie (tra i ritirati di giornata, anche Igor Gonzalez de Galdeano, Jaan Kirsipuu e il brasiliano della Liquigas, Luciano Pagliarini).