Fuga di gas, il Comune lascia al buio Castelletto

Il quartiere «oscurato» da una settimana ma gli interventi promessi non si vedono

Roberta Bottino

Chi ha spento la luce? Questo è quello che da sei giorni si stanno chiedendo i residenti di corso Magenta e corso Solferino. Da venerdì nell'alberata zona di Castelletto sono calate le tenebre. Eclissi? Extraterrestri? Fine del mondo? Certo che no. Anche questa volta i disagi hanno un nome, o meglio un artefice: il Comune. Proprio lui, anzi sempre lui. E se c'è chi preso dall'esasperazione di non vedere a un palmo dal proprio naso vorrà spedire una lettera di protesta, l'indirizzo è uno solo; Palazzo Tursi, che al contrario di corso Magenta è perennemente illuminato a giorno. Ad «accendere» la questione in sede di consiglio comunale è stato il consigliere dell'Udc Aldo Repetto: «È scandaloso - dice - che ormai da diversi giorni il percorso che si sviluppa da corso Magenta a corso Solferino risulti completamente privo d'illuminazione. Ciò è da considerarsi un disastro se si pensa al gran numero di anziani residenti in zona. Infatti, proprio in questi giorni, e per questo motivo, si sono verificate un paio di cadute, fortunatamente non gravi, di due signore. Senza contare il pericolo d'incorrere in episodi criminali agevolati dal buio».
Problemi soprattutto legati alla viabilità, che a causa della mancanza di luce si sono intensificati, provocando ingorghi e incidenti. «È veramente inaudito il perdurare di questa situazione - aggiunge Repetto - che non trova giustificazioni apparenti, anche perché, qualora ce ne fossero, nessun avviso è stato posto da nessuna parte». Ed è questo il motivo che fa scatenare le ire dei residenti di Castelletto, che da un minuto all'altro, partendo da corso Firenze, si sono visti staccare la luce. Nella sala rossa a «illuminare» i dubbi del consigliere dell'Udc è arrivato l'assessore alla riqualificazione urbana Valter Seggi. «Si è verificata una fuga di gas proprio lungo le tubature che si diramano sotto quelle vie - spiega - e siccome non si conosce ancora il punto esatto della rottura, è stato necessario in via preventiva, chiudere anche l'illuminazione. Quelle strade poggiano su un antico ex acquedotto composto da ampie arcate. Non è stato semplice per Aster intervenire, ma confidiamo che entro la giornata di oggi il problema venga risolto».
E se da quasi una settimana il Comune e Aster sono impegnati nella caccia al tesoro dal titolo «alla ricerca della fuga di gas perduta», i residenti della zona hanno ampiamente superato il limite di sopportazione. «I monitoraggi stanno proseguendo a tratti - spiega l'assessore Seggi -, e purtroppo il lavoro è lungo. Come prima misura cautelativa abbiamo preferito bloccare l'illuminazione per evitare problemi ancora più grandi». Come si suol dire «prevenire è meglio che curare», ma se i cittadini di corso Firenze, Magenta e Solferino fossero stati avvisati tramite volantini affissi sui portoni dei palazzi, forse l'increscioso fatto di rimanere al buio sarebbe stato meno traumatizzante. «Aster doveva provvedere alla comunicazione dell'intervento - dice Seggi - ma non so se l'ha fatto».
L'azienda dei servizi territoriali del comune, per bocca del direttore generale Mauro Grasso, risponde che non era compito di Aster informare i cittadini. «Abbiamo voluto privilegiare la sicurezza - dice Grasso -. E poi come facevamo a sapere della fuga di gas prima che accadesse?». Certo, prima è impossibile, ma dal momento che gli interventi stanno proseguendo da più giorni, forse una spiegazione sarebbe stata più che gradita. «Io abito in questa zona di Castelletto - aggiunge Aldo Repetto - e davvero la situazione di questi giorni è allucinante. Tra l'altro versano nel buio strade che anche con l'illuminazione funzionante rischiano di rimanere in ombra a causa dei numerosi alberi». L'assessore Seggi però sulla questione è ottimista: «Oggi i tecnici che stanno lavorando nella zona con ogni probabilità troveranno il punto della fuga di gas». La speranza è l'ultima a morire, soprattutto dopo le parole poco rassicuranti del direttore generale di Aster. «Speriamo di risolvere il problema in tempi brevi, ma non c'è certezza - dice -, vedremo». Nel frattempo a Castelletto si dovrà continuare a combattere contro il buio armati di torce, onde evitare d'inciampare nei «buchi» di Tursi, nell' attesa di sentire solo tre parole: «E luce fu».