Fuga di gas a Ravenna, esplode una palazzina: due morti, un ferito grave

E' esploso un appartamento in una palazzina a due piani in via Biancini
8 a Castelbolognese. Secondo i primi rilievi dei
vigili, a generare la deflagrazione sarebbe
stata una fuga di gas

Ravenna - Due persone sono morte e una terza è rimasta ferita gravemente nell’esplosione di un appartamento in una palazzina a due piani in via Biancini 8 a Castelbolognese, nel Ravennate. Secondo le prime ipotesi degli inquirenti, alla base dell’incendio nell’abitazione nel ravennate ci sarebbe un incidente domestico.

La tragica esplosione I morti sono due ultrasettantenni, il ferito un trentenne, residenti nella palazzina dell’esposione, avvenuta poco prima delle quattro del mattino. Sono già stati identificati ma i carabinieri non divulgano le generalità in attesa della comunicazione del decesso ai parenti. Per il momento i carabinieri della stazione di Faenza intervenuti sul posto non si sbilanciano sulle cause dello scoppio e del successivo incendio, poi domato dai Vigili del fuoco. Secondo le prime ipotesi degli inquirenti, alla base dell’incendio nell’abitazione nel ravennate ci sarebbe un incidente domestico dovuto a un fornello lasciato aperto o al malfunzionamento di una caldaia. A quel punto si sarebbe saturata la cucina al piano terra e un interruttore acceso nella notte dal giovane rimasto ferito avrebbe determinato lo scoppio.

Le vittime Le vittime dell’esplosione sono Aureliano Borzatta, 84 anni, e la compagna Maria Bellini, di 81. Sono morti carbonizzati e le le salme sono state portate all’obitorio di Faenza. Il ferito è Stefano Cianei, di 33 anni, nipote di Aureliano, ricoverato in prognosi riservata all’ospedale Bufalini di Cesena. È grave, ma non sarebbe in pericolo di vita. Al momento dell’incidente, nell’appartamento c’era una quarta persona della famiglia Borzata, Tecla, 80 anni, proprietaria dell’alloggio, uscita illesa, a parte qualche graffio, dall’esplosione. Sono in corso accertamenti. La palazzina è stata sequestrata dal pm di turno, Roberto Ceroni.