Fuga dal Magreb, ondata di sbarchi in Italia Maroni: "C'è rischio d'infiltrazioni terroristiche"

Dall'inizio della settimana sono oltre mille gli immigrati sbarcati a Lampedusa. Il centro di prima accoglienza resta chiuso, per ordine del Viminale, gli stranieri vengono trasferiti in altri Cpa. Maroni: "La grande crisi sociale e politica dei paesi del Magreb sta portando a una fuga di massa. Si muova la Ue"

Venezia - Le crisi politiche e sociali del Magreb, in particolare in Tunisia e in Egitto, stanno provocando una nuova ondata di immigrazione verso le nostre coste. Una vera e propria emergenza umanitaria, così l’ha definita il ministro dell’interno, Roberto Maroni, che oggi è a Venezia. E c'è anche un rischio di possibili infiltrazioni terroristiche tra chi scappa. Un pericolo che non può essere sottovalutato.

Allarme umanitario "Come temevo - ha detto stamani Maroni - la grande crisi sociale e politica dei paesi del Magreb sta portando a una fuga di massa, in particolare dalla Tunisia verso l’Italia. C’è il rischio di una vera e propria emergenza umanitaria, stanno arrivando centinaia di persone sulle coste italiane in fuga da quei Paesi". Maroni si è riferito in particolare agli ultimi sbarchi avvenuti a Lampedusa per i quali il governo sta studiando una strategia: "Stiamo mettendo in campo - ha precisato Maroni - delle iniziative per fronteggiare questa crisi umanitaria. La prossima settimana, giovedì, ho già convocato un comitato nazionale per l’ordine e la sicurezza al quale ho invitato anche il ministero degli esteri per decidere le misure più idonee e ho chiesto anche il coinvolgimento della Commissione europea perché gli strumenti necessari per porre rimedio a questa situazione non possono essere messi in campo solo dall’Italia". Il ministro dell’Interno ha inviato oggi una lettera alla presidenza di turno del Consiglio dell’Unione europea e alla Commissione europea per far "inserire tra gli argomenti all’ordine del giorno del prossimo consiglio Giustizia affari interni il tema della crisi nei paesi del Nord Africa e i riflessi sull’immigrazione e sulla sicurezza interna in Europa".

Gli sbarchi Ancora uno sbarco di immigrati magrebini questa mattina a Lampedusa. Un’imbarcazione con a bordo 181 persone, quasi tutte di origine tunisina, è stata intercettata da una motovedetta della guardia costiera a Sud delle Pelagie e scortata sino in porto. Sull’isola intanto è arrivata l’altro natante con a bordo 70 immigrati. Tra ieri e oggi sono più di 800 i magrebini approdati a Lampedusa; più di mille dall’inizio della settimana. La situazione nel canale di Sicilia è precipitata in corrispondenza degli scontri scoppiati in Tunisia, che hanno portato alla fuga del presidente Ben Ali. Giornalmente tutti gli immigrati vengono trasferiti a Porto Empedocle con un traghetto di linea, e quindi smistati ai diversi centri d’accoglienza. A Lampedusa, infatti, come confermato due giorni fa dal ministro dell’Interno Roberto Maroni, il centro destinato ai migranti resta chiuso.

L'allarme di Maroni: rischio infiltrazione terroristi La fuga di cittadini dalla Tunisia ha alzato l’allarme terrorismo per il rischio di infiltrazioni tra i migranti. Lo ha detto Maroni, oggi a Venezia, a margine di un incontro in prefettura. "Ci sono cittadini in cerca di protezione - ha detto riferendosi a quanti abbandonano la Tunisia -, ci sono criminali evasi dalle carceri e personaggi infiltrati da organizzazioni terroristiche come Alqueda nel Maghreb Islam". Secondo Maroni si tratta di "una organizzazione che cerca di infiltrare agenti in Europa; l’attenzione è massima e l’abbiamo allertata".