«Fuga di notizie», i sospetti di Forza Italia

Leone: «I controlli di Visco sugli accessi ai dati fiscali del premier potrebbero aver violato il segreto istruttorio»

da Roma

Le ombre provenienti dall’inchiesta di Bolzano sulla cessione di Italtel a Siemens sono ancora fitte e lontane dall’essere diradate. E così, di fronte alla nota di Palazzo Chigi che respinge l’ipotesi che Romano Prodi - allora presidente dell’Iri - abbia giocato un qualsiasi ruolo nella privatizzazione della società produttrice di reti e servizi di telecomunicazione, Forza Italia alza la voce e chiede al presidente del Consiglio di fare chiarezza. Lo fa avanzando una doppia richiesta. La prima arriva da Antonio Leone. Il vicepresidente dei deputati azzurri ritorna sulla vicenda degli ingressi clandestini (e no) all’interno del sistema informatico dell’anagrafe tributaria su diversi personaggi pubblici, tra cui Romano Prodi. Una circostanza scoperta attraverso accertamenti disposti da Vincenzo Visco, con tanto di elenco degli «ingressi» girato dal viceministro dell’Economia al presidente del Consiglio. Un passaggio di carte che, come riportato da il Giornale, ha messo a rischio la segretezza dell’inchiesta della procura di Bolzano che stava legittimamente verificando la posizione di Prodi.
L’interrogazione a risposta immediata avanzata da Leone al presidente del Consiglio chiede chiarezza su alcuni punti. Vuole sapere, innanzitutto, «se e quanti controlli fiscali illegittimi siano stati compiuti nei confronti del presidente del Consiglio e dei membri del governo della passata legislatura» ovvero su Silvio Berlusconi e sui ministri del suo esecutivo. Poi, spostandosi sulla verifica disposta da Visco su richiesta di Prodi sugli accessi all’anagrafe tributaria, Leone chiede «se sia corretto l’utilizzo per finalità private di risorse e personale dell’Amministrazione Pubblica (anagrafe tributaria) da parte del presidente del Consiglio per il tramite del viceministro Visco, chiedendo notizie relativamente a un periodo in cui il presidente Prodi era un privato cittadino non essendo neanche parlamentare». E ancora «se questa richiesta non abbia provocato, addirittura in modo cosciente, una fuga di notizie su accertamenti in corso coperti da segreto istruttorio».
Le perplessità di Forza Italia non si appuntano, però, soltanto sulla gestione della vicenda dell’anagrafe tributaria. Il coordinatore di Forza Italia, Sandro Bondi, si sofferma anche sul merito della cessione di Italtel a Siemens. E pone alcuni interrogativi, chiedendo a Prodi di fare esercizio di trasparenza. «Il Procuratore di Bolzano, Cuno Tarfusser, in un’intervista rilasciata al quotidiano di Belpietro dice: “Il Giornale ha compiuto, per la parte che conosco delle indagini, una ricostruzione sostanzialmente corretta. Dunque non c’è un accanimento nei confronti del presidente del Consiglio, ma una semplice necessità di accertare come sono andate le cose». premette Bondi. «Di fatto - continua l’esponte azzurro - Prodi all’epoca era presidente dell’Iri. Dunque era certamente a conoscenza delle trattative per la vendita da parte della controllata Stet di Italtel a Siemens e Alcatel. Fu preferita la società tedesca, e in corsa c’era anche, nuovamente, l’americana At&t. Perché? Nemmeno in Aula, alla interpellanza presentata dall’onorevole Michaela Biancofiore, il sottosegretario Levi, diede risposta a questo inquietante quesito e ad altri ancor più banali e che concernono anche la società della signora Prodi». «Altri tasselli si aggiungono al puzzle che va configurandosi. All’epoca dei fatti - prosegue Bondi - Prodi scelse Massimo Tononi come suo assistente personale alla presidenza Iri: quello stesso Tononi che oggi è sottosegretario all’Economia e che nel 1993 si occupava come manager della Goldman Sachs da Londra, di fusioni e acquisizioni di imprese. Ancora, è un caso che nel 1993 Sircana fosse responsabile dell’ufficio stampa dell’Italtel? Come può Prodi sostenere che l’essere presidente dell’Iri fu ininfluente nella scelta di Siemens? Ancora una volta ci stupisce però il silenzio stampa dei grandi media su questa interessante impresa prodiana di privatizzazione che va ad aggiungersi alle altre gaffe prodiane che tanto nuocciono al Paese. Non dimentichiamo che Prodi ha sacrificato sulla via di Damasco il suo massimo consulente economico, quel Rovati che, guarda caso, è caduto sulla buccia di banana ancora una volta di un’azienda telefonica. Prodi perde il pelo ma non il vizio nonostante le sue verità vengano continuamente smentite. Il Paese ha diritto ad avere dei chiarimenti».