Fuga di notizie sull’Iran: israeliani e britannici attaccheranno a Natale

Dopo le rivelazioni del <em>Guardian</em>, ora rilancia il<em> Daily Mail</em>: entro due mesi il blitz aereo. I blitz si concentrerebbero solo sui siti atomici essenziali al programma

Gerusalemme Dopo la pubblicazione del rapporto dell'Agenzia internazionale per l'Energia atomica, che rivela come l'Iran avrebbe le tecnologie per la costruzione di un ordigno nucleare, il preoccupante contenuto del documento continua ad alimentare tensioni. La comunità internazionale dibatte sulla necessità di imporre sanzioni più dure, cercando di arginare l'opposizione di Russia e Cina. Ma a preoccupare sono ancora una volta i titoli di giornale su un possibile attacco israeliano contro le installazioni nucleari iraniane.

La stampa israeliana parla da giorni, con indiscrezioni in arrivo dalle stanze dei bottoni, di azioni preventive. Per molti analisti locali, le fughe di notizie mirano a rafforzare la deterrenza israeliana e a spingere la comunità a imporre sanzioni più pesanti così da evitare un'operazione militare.

«È come una celebre battuta del film di Sergio Leone "Il Buono, il Brutto, il Cattivo" - dice Gideon Doron, presidente dell'Associazione israeliana per le Scienze Politiche -: "Quando devi sparare, spara. Non parlare”. Le indiscrezioni servono a fare effetto sulla comunità internazionale», spiega al Giornale. Eppure, fughe di notizie arrivano anche dalla Gran Bretagna. Il quotidiano Guardian aveva già rivelato come anche l'esercito di Sua Maestà si starebbe preparando a un'azione contro l'Iran e ieri il tabloid Daily Mail ha scritto che secondo fonti del Foreign Office Israele colpirà l'Iran entro due mesi.

Di un possibile attacco israeliano all'Iran si parla da anni, da quando il programma nucleare iraniano - che per Teheran ha scopi civili - ha iniziato a preoccupare il mondo. Diversi analisti e think tank internazionali hanno studiato i dettagli di un'eventuale operazione militare, considerata incredibilmente complessa e difficile. Secondo uno studio del Council on Foreign Relations americano del 2009, un possibile attacco israeliano si concentrerebbe soltanto su alcuni siti atomici come quello di Natanz, dove l'uranio sarebbe arricchito; Arak, dove un reattore ad acqua pesante dovrebbe entrare in funzione nel 2012; Isfahan, che secondo fonti di intelligence sarebbe il cuore del programma di sviluppo di armi; Qom, dove si fabbricano centrifughe.

Israele colpirebbe con i suoi aerei da guerra F-15 e F-16, capaci di fare rifornimento in volo, visto che tra Israele e l'Iran ci sono più di 1.500 chilometri. In alcuni casi, come a Natanz, dove le installazioni sono 23 metri sotto il livello del suolo, gli aerei dovrebbero colpire più volte con bombe capaci di penetrare strati di cemento. Per coprire quei 1.500 chilometri, l'aeronautica israeliana ha la scelta tra tre rotte: sorvolare al Nord il confine tra Siria e Turchia; al centro Giordania e Irak; al Sud Giordania e Arabia Saudita. Nel tragitto, userebbe tecnologie che mirano a bloccare la percezione delle contraeree di questi Paesi, non tutti alleati o pronti ad aprire il loro spazio aereo.

La Turchia, antico alleato, ha da mesi congelato i propri rapporti con Israele; i governi del Golfo, pur spaventati dall'espansionismo iraniano, non riconoscono neppure l'esistenza di Israele; lo spazio aereo iracheno, fino a ottobre controllato dagli Stati Uniti, ora è gestito da Bagdad. Se l'aviazione israeliana riuscisse ad arrivare in Iran e a colpire gli obiettivi, gli analisti militari prevedono una veloce risposta dell'Iran, pronto ad attaccare la città di Tel Aviv con i suoi missili Shahab 3, che hanno una gittata di quasi 2.000 chilometri. Un'operazione contro l'Iran scatenerebbe la reazione di gruppi armati alleati a Teheran: Israele dovrebbe far fronte anche al lancio di razzi sul suo territorio dalla Striscia di Gaza controllata da Hamas e alla reazione delle milizie sciite libanesi di Hezbollah.