Fugge con l’auto rubata, un agente lo uccide

Carmine Spadafora

da Napoli

Sono le 6,30 del mattino, un sovrintendente di polizia, in forze al Nucleo scorte della Questura di Napoli, varca l'ingresso del proprio box. Il poliziotto, che vive in un quartiere periferico napoletano di Pianura, con la moglie e due figli, sta uscendo per andare al lavoro. Lui, con altri colleghi della scorta, andrà a prendere a casa il sindaco, Rosa Russo Jervolino.
L’agente accende il motore della vettura, una Opel Astra, nuova fiammante. Pochi metri e la parcheggia davanti al portellone del garage, con la chiave ancora inserita nel cruscotto. Il poliziotto esce dall'automobile per chiudere la porta di acciaio. Ma percorre solo pochi passi: alle spalle gli piomba un malvivente, uno dei tanti rapinatori di auto che circolano quasi indisturbati a Napoli. L'agente cerca di bloccarlo, nasce una colluttazione tra i due mentre i complici del bandito aspettano in un'altra auto. L'agente ha la peggio quando il malvivente lo colpisce con il calcio della propria pistola alla testa. L’agente cade sull'asfalto mentre il rapinatore si infila nella Opel e parte sgommando, preceduto dai complici.
L'agente ancora stordito, impugna la pistola di ordinanza ed apre il fuoco: mira alle gomme ma colpisce il portellone posteriore della propria vettura. Il proiettile calibro 9, trapassa l'abitacolo e si ferma nella schiena del malvivente. L'Opel si blocca di schianto pochi metri dopo, contro un'altra vettura, parcheggiata accanto ad un marciapiede mentre i complici continuano la loro fuga.
Le urla, lo sparo, costringono centinaia di persone ad un brusco risveglio. Le finestre, i balconi, si popolano di curiosi. Qualcuno avverte il 113, pochi minuti dopo in via Carrà sfilano le «volanti» dell'Ufficio di prevenzione generale. Il poliziotto è ferito alla testa ed è sotto choc mentre, nella sua Opel giace ormai morente il bandito, Francesco Di Lorenzo, 32 anni, un recidivo nel settore delle rapine di auto. Inutile la corsa in ospedale, il malvivente muore durante il tragitto in ambulanza.
Anche il sovrintendente che ha ucciso Di Lorenzo, viene portato in pronto soccorso, dove viene medicato e poi condotto in Questura per essere interrogato.
In via Carrà arrivano gli agenti della Polizia Scientifica che sequestrano la pistola, un'arma giocattolo ma priva del tappo rosso di sicurezza, impugnata dal bandito. In Questura, dove intanto è stato portato il sovrintendente, arriva il sostituto della Procura, Livia Esposito. Il poliziotto viene interrogato in qualità di persona informata dei fatti. Per il momento il magistrato non ha adottato alcun provvedimento nei suoi confronti, ogni decisione è rimandata ad oggi quando, probabilmente, verrà eseguita l'autopsia del cadavere di Di Lorenzo.