Fukushima, radioattività nel 45% dei bambini

Tracce di elementi radioattivi sono state rilevate nella ghiandola tiroidea del 45% dei
bambini sottoposti a controlli delle municipalità limitrofe alla centrale nucleare di
Fukushima. E la pulizia delle grandi quantità di acqua radioattiva della centrale non procede con la velocità prevista

Fukushima - Tracce di elementi radioattivi sono state rilevate nella ghiandola tiroidea del 45% dei bambini sottoposti a controlli delle municipalità limitrofe alla centrale nucleare di Fukushima. Lo si apprende da fonti ufficiali. Intanto la Prefettura giapponese di Fukushima, devastata dal sisma e dal successivo tsunami dell’11 marzo scorso, ha lanciato una campagna via internet di promozione dei propri prodotti agricoli per combattere il timore dei consumatori legati all’incidente della centrale nucleare danneggiata dal terremoto. I creatori del sito "Fukushima shinhatsubai" ("Novità di Fukushima") dedicano infatti molto spazio ai risultati dei controlli giornalieri di radioattività effettuati su verdure, latte ed altri prodotti agricoli coltivati nella provincia.

Allarme del governo: lenta pulizia acqua radioattiva La "pulizia" delle grandi quantità di acqua radioattiva della centrale di Fukushima non procede in linea con le attese, al punto da mettere a rischio i tempi di messa in sicurezza dell’intera struttura per gennaio 2012. Mentre la seconda fase del piano di rientro della peggiore crisi atomica da Cernobyl stenta a decollare, alti livelli di cesio radioattivo sono stati trovati a 100 km dalla centrale danneggiata dal sisma/tsunami dell’11 marzo scorso. Il ministro giapponese per l’Emergenza nucleare Goshi Hosono, nel presentare l’ultima versione della road map di contenimento dell’emergenza, ha ammesso che il rafforzamento delle attività di decontaminazione è "la principale sfida", visto che dal 17 giugno al 9 agosto, secondo i dati del gestore Tepco, l’ operatività è stata del 66% a causa di ripetuti intoppi. Il trattamento ha interessato 42.000 tonnellate di liquidi è meno di un quarto del target di fine anno (200.000 tonnellate), che appare irrealizzabile malgrado l’arrivo di Sarry, il sistema anti-cesio della Toshiba, che si è aggiunto alle tecnologie in uso della francese Areva e dell’americana Kurion. Hosono ha lasciato inalterata la tempistica: l’obiettivo di arresto a freddo dei reattori è per metà gennaio 2012, anche se c’è necessità di "formare e mettere in campo - ha osservato - esperti gestionali di dosi radioattive", quasi a indicare una situazione complessa. 

Riavvio a uso commerciale del reattore 3 Da ultimo, il governatore della prefettura di Hokkaido, Harumi Takahashi, ha dato il via libera al «riavvio a uso commerciale» del reattore n.3 della centrale di Tomari, ponendo fine alla fase di ispezioni ordinarie. La mossa (la prima dopo la crisi nucleare) non significa la riaccensione dell’impianto, operativo e già a pieno regime, ma il completamento della procedura amministrativa partita il 7 marzo, a 4 giorni dal sisma/tsunami, e non più finita, sui timori post-Fukushima. L’ultimo test è stato fatto lo scorso mercoledì e la Nisa, l’Authority nucleare, ha confermato l’affidabilità del reattore di 912 megawatt. L’esatto contrario di quanto sostenuto da 50 professori dell’università di Hokkaido: Tomari (che suona molto simile a ’tomarù, cioè ’stop’) è su una faglia attiva, ’risvegliatà dal potente sisma del 1993.